La Federazione Russa ha svelato un nuovo vettore aria-superficie destinato ai velivoli senza pilota, confermando la progressiva centralità delle capacità di strike unmanned nei moderni scenari operativi. Dalle fonti aperte emerge che il sistema, denominato KH-UAV, è stato presentato dal bureau KBP Instrument Design nel corso del World Defense Show, tenutosi a Riyadh sotto l’egida della General Authority for Military Industries.
Cosa sappiamo
La manifestazione saudita si è consolidata quale piattaforma di dialogo tra produttori internazionali e stakeholder mediorientali, con un focus crescente su interoperabilità, trasferimento tecnologico e sostenibilità nel ciclo di vita dei sistemi acquisiti. In tale cornice, la presenza di un’arma guidata concepita per piattaforme a pilotaggio remoto risponde a una domanda operativa maturata anche alla luce delle lezioni apprese nei conflitti recenti, dove i droni armati hanno dimostrato efficacia in missioni di sorveglianza persistente e attacco selettivo.
Il KBP Instrument Design Bureau, con sede a Tula e parte integrante del complesso militare-industriale russo, è storicamente attivo nello sviluppo di sistemi missilistici e tecnologie correlate alla difesa aerea. La presentazione del KH-UAV segnala la volontà di Mosca di consolidare la propria offerta export nel segmento delle munizioni di precisione integrate su UAV, proponendo soluzioni che combinano sensori, designazione del bersaglio e armamento compatto entro i limiti di carico delle piattaforme di classe media. La competizione internazionale in questo ambito si gioca non soltanto sulle performance balistiche, ma anche sulla capacità di assicurare piena compatibilità con architetture C4ISR e reti di comando e controllo già operative nei Paesi acquirenti.
Architettura dell’armamento
Il KH-UAV è configurato come missile guidato aria-superficie a corto-medio raggio, progettato per essere trasportato su punti d’attacco subalari di UAV. Il sistema di ingaggio si fonda su una catena elettro-ottica con designazione laser, consentendo un ciclo “sensor-to-shooter” interno alla medesima piattaforma. Ciò consente identificazione, tracciamento e neutralizzazione dell’obiettivo senza l’impiego di aeromobili pilotati in aree ad elevato rischio, riducendo l’esposizione degli assetti ad alto valore strategico.
I dati tecnici diffusi indicano un raggio minimo di 2 chilometri e una portata massima di 8 chilometri, collocando il missile in una fascia operativa idonea a missioni di pattugliamento armato e attacco di precisione. L’altitudine massima di lancio è pari a 4mila metri, parametro che definisce l’inviluppo tattico di utilizzo in coerenza con i profili di volo tipici dei UAV MALE (Medium Altitude Long Endurance). L’angolo ammesso rispetto alla direzione del bersaglio al momento del rilascio è di 10 gradi, vincolo che incide sulla geometria d’attacco e richiede stabilità nella designazione durante la fase terminale.
Sotto il profilo dell’integrazione, il peso è di 42 chilogrammi nella configurazione con contenitore-lanciatore e di 32 chilogrammi senza di esso, valori compatibili con la capacità di carico di droni di categoria intermedia, nei quali l’equilibrio tra payload, autonomia e tempo di permanenza in area rappresenta un fattore critico. La testata è di tipo alto-esplosivo a frammentazione, con massa complessiva di 6 chilogrammi e carica esplosiva di 3,2 chilogrammi. Tale configurazione privilegia effetti controllati contro obiettivi non fortificati o leggermente protetti, come veicoli tattici, infrastrutture leggere e postazioni esposte, favorendo una gestione più accurata dei danni collaterali.
Integrazione su piattaforme MALE e prospettive di mercato
La presentazione del sistema segue la diffusione, come nel 2025, d’immagini che mostravano l’UAV russo Orion equipaggiato con due missili della medesima famiglia, interpretate da analisti indipendenti come indicazione di una crescente maturità nell’integrazione di armamento aria-superficie a corto raggio su piattaforme senza pilota russe. Tale sviluppo suggerisce l’intenzione di offrire un pacchetto completo che comprenda vettore, sensori e munizionamento, rafforzando l’attrattività dell’offerta nei mercati esteri.
Per gli Stati del Golfo, impegnati in programmi di sorveglianza delle frontiere, contrasto a minacce ibride e capacità di risposta rapida, soluzioni di questo tipo consentono di mantenere una presenza armata continuativa con costi operativi inferiori rispetto agli assetti pilotati tradizionali. Tuttavia, secondo alcuni esperti, la decisione di acquisizione dipenderà da variabili strutturali: interoperabilità con reti ISR e sistemi di comando nazionali, affidabilità logistica, addestramento del personale e robustezza del supporto post-vendita.
In un ambiente regionale ad alta densità tecnologica e geopolitica, il KH-UAV sembra inserirsi dunque in una competizione dove la credibilità industriale e l’allineamento strategico contano quanto le specifiche tecniche.