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Lanciatori di missili camuffate da gru: le immagini che inchiodano la Cina

Gru e navi cargo trasformate in piattaforme missilistiche mostrano la strategia cinese di confondere civile e militare per rafforzare la propria capacità bellica

Lanciatori di missili camuffate da gru: le immagini che inchiodano la Cina
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Nelle ultime settimane, sul web sono circolate alcune immagini che hanno alimentato un acceso dibattito negli ambienti militari e strategici internazionali. Dopo il caso della presunta nave cargo trasformata in arsenale galleggiante, dalla Cina sono emerse foto di lanciatori mobili di missili balistici intercontinentali camuffati da gru civili prodotte da Zoomlion. Un insieme di segnali che suggerisce una linea sempre più chiara: Pechino punterebbe anche sulla mimetizzazione e sull'ambiguità tra civile e militare come moltiplicatore di potenza. Ecco che cosa sappiamo in merito all'ultimo episodio segnalato.

Lanciatori camuffati da gru?

Secondo quanto riportato dal portale Defence Blog, alcune fotografie e riprese satellitari mostrerebbero lanciatori di missili montati su piattaforme che, a prima vista, sembrano normali gru o veicoli logistici. Bracci telescopici, container e strutture metalliche tipiche dei porti o dei cantieri industriali nasconderebbero in realtà sistemi di lancio mobili, potenzialmente armati con missili antinave o da attacco terrestre. Il vantaggio di questa soluzione è evidente: confondere l'intelligence avversaria e rendere più complessa l'identificazione di obiettivi militari legittimi.

Questo approccio si inserisce perfettamente in una strategia più ampia, già emersa in ambito navale. Nei giorni scorsi hanno fatto il giro del mondo le immagini satellitari di una nave cargo cinese riconfigurata come piattaforma lanciamissili. Apparentemente un mercantile di medie dimensioni, l'imbarcazione mostrava sul ponte decine di container modificati, al cui interno sarebbero alloggiate celle di lancio verticali, radar e sistemi di difesa ravvicinata. Un vero e proprio “cargo lanciamissili”, dunque, presumibilmente capace di trasformarsi rapidamente da nave commerciale a unità da combattimento.

La strategia della Cina

Nel caso delle navi cargo armate, le immagini suggeriscono una capacità impressionante: decine di celle VLS containerizzate, radar phased-array e sistemi CIWS per la difesa ravvicinata. Una dotazione che, almeno sulla carta, avvicina questi mercantili riconvertiti alle capacità di un moderno cacciatorpediniere. Se integrate in una rete di comando e controllo efficiente, tali piattaforme potrebbero saturare le difese avversarie o rafforzare la copertura missilistica in aree chiave, come il Mar Cinese Meridionale o lo Stretto di Taiwan.

Analogamente, i lanciatori terrestri camuffati da gru pongono problemi enormi sul piano del diritto bellico e dell'identificazione degli obiettivi. In uno scenario di crisi, distinguere tra infrastrutture civili e assetti militari diventerebbe estremamente difficile, aumentando il rischio di escalation e di danni collaterali. È un approccio che sfrutta deliberatamente le “zone grigie” del conflitto moderno.

Resta da capire quanto questi sistemi siano già pienamente operativi e quanto, invece, rappresentino dimostratori tecnologici o strumenti di deterrenza psicologica. Integrare sensori, armi e reti di comando su piattaforme civili non è banale. Tuttavia, il messaggio politico-strategico è chiaro: la Cina intende usare la propria superiorità industriale e logistica per moltiplicare le opzioni militari, sfidando i modelli tradizionali di potenza navale e terrestre.

In altre parole, tra cargo lanciamissili e lanciatori mascherati da gru, emerge un quadro inquietante: una militarizzazione “invisibile”, diffusa e flessibile, che complica enormemente il calcolo strategico degli avversari e ridefinisce le regole del confronto nei conflitti del futuro.

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