Il completamento di una nuova campagna sperimentale sul sistema di difesa aerea e antimissile David’s Sling segna un passaggio di rilevanza strategica nella postura di sicurezza israeliana. Per la prima volta, il sistema è stato validato in configurazione navale, ampliandone l’impiego dal dominio terrestre a quello marittimo. L’iniziativa, coordinata dall’Israel Missile Defense Organization (IMDO) in cooperazione con la Missile Defense Agency statunitense e con il comparto industriale nazionale, si colloca in un programma strutturato di adeguamento capacitivo volto a fronteggiare la crescente sofisticazione delle minacce missilistiche regionali.
Cosa sappiamo
Dall’analisi emerge che la serie di prove, conclusa nel mese di questo febbraio, ha previsto scenari ad alta complessità operativa, concepiti sulla base delle lezioni apprese, (lessons learned), nei conflitti recenti. I test hanno simulato attacchi saturanti e multi-vettore, comprendenti razzi a medio raggio, missili balistici tattici, vettori da crociera a bassa osservabilità, piattaforme aeree pilotate e sistemi a pilotaggio remoto.
L’elemento di discontinuità è stato il dispiegamento di un lanciatore su unità navale, con l’obiettivo di verificare l’integrazione del sistema in ambiente marittimo, inclusa la gestione del fuoco in condizioni dinamiche e la resilienza delle comunicazioni di comando e controllo. Tale evoluzione consente l’estensione della bolla di protezione anche alle infrastrutture offshore, alle rotte energetiche e agli assetti navali strategici, rafforzando la capacità di deterrenza in uno scenario caratterizzato da minacce ibride e da una crescente interconnessione tra domini operativo-territoriali.
L’intercettore Stunner, architrave del sistema, è un missile a due stadi a propellente solido con meccanismo cinetico “hit-to-kill”. La sua architettura elimina la testata esplosiva tradizionale in favore di un impatto diretto ad alta energia cinetica. Le prestazioni dichiarate includono una portata compresa tra 70 e 300 chilometri, una velocità massima di Mach 7,5 (circa 2,55 km/s) e una quota di intercettazione tra 50 e 75 chilometri. Il ciclo di scoperta e ingaggio si fonda sull’integrazione del radar AESA EL/M-2084, di sensori elettro-ottici a doppia banda (infrarosso imaging e CCD ad alta risoluzione), di un datalink tridirezionale per retargeting in volo e di sistemi avanzati di contro-contro-misure elettroniche.
Inserimento nell’architettura di difesa stratificata
Secondo gli analisti il David’s Sling costituisce il segmento intermedio della difesa aerea stratificata israeliana, collocandosi tra i sistemi a corto raggio e gli intercettori eso-atmosferici. Opera in sinergia con Arrow 2 e Arrow 3 per la neutralizzazione di minacce balistiche ad alta quota, con Iron Dome per la protezione ravvicinata contro razzi e colpi di artiglieria e con il sistema laser Iron Beam, recentemente integrato nell’inventario dell’Aeronautica.
Nel 2024 il sistema ha progressivamente rimpiazzato il Patriot PAC-2 Yahalom, anche in ragione di un rapporto costo-efficacia più favorevole. Una batteria con copertura nazionale presenta un onere stimato pari a circa un terzo rispetto a un’analoga unità Patriot di nuova generazione; il costo unitario dell’intercettore si attesta intorno ai 700.000 dollari, a fronte dei circa 6 milioni richiesti per un PAC-3. In scenari di saturazione prolungata, tale differenziale incide significativamente sulla sostenibilità economica della difesa attiva.
Il programma, avviato nel 2006 sotto la supervisione del Ministero della Difesa israeliano, è guidato industrialmente da Rafael Advanced Defense Systems con la partecipazione di Raytheon quale partner statunitense. Il contributo finanziario americano ha raggiunto circa 1,39 miliardi di dollari, includendo fondi destinati all’estensione dell’inviluppo operativo e al potenziamento delle capacità di discriminazione contro missili da crociera e minacce manovranti.
Consolidamento operativo e dimensione internazionale
L’esperienza in teatro ha progressivamente validato l’efficacia del sistema. Dopo un primo impiego nel 2018 contro missili balistici tattici siriani, David’s Sling ha registrato nel 2023 la prima intercettazione confermata in combattimento contro un razzo a medio raggio diretto verso l’area metropolitana di Tel Aviv. Nel conflitto del 2024 ha neutralizzato vettori a lunga gittata e missili balistici, mentre nel 2025 ha effettuato la prima intercettazione di un missile balistico nel quadro dello scontro diretto tra Iran e Israele. Nel febbraio 2026 il sistema ha inoltre abbattuto un missile superficie-aria lanciato contro un velivolo senza pilota israeliano operante sul Libano.
Nel contempo, l’armamento ha acquisito rilevanza sul mercato internazionale. La Finlandia lo ha selezionato nel 2023 per una fornitura del valore di 316 milioni di euro, comprensiva di intercettori, lanciatori e radar, con requisiti minimi di quota operativa pari a 15.000 metri e con un impianto contrattuale che prevede opzioni aggiuntive e garanzie intergovernative sulla sicurezza delle forniture.
L’estensione al dominio navale e il progressivo ampliamento delle capacità di ingaggio confermano
David’s Sling quale fondamento della deterrenza israeliana, in un teatro regionale caratterizzato da proliferazione missilistica, competizione tecnologica e crescente convergenza tra minacce convenzionali e non convenzionali.