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“Truppe dispiegate per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale”: cosa c'è dietro la mossa del Giappone

Tokyo invierà truppe di terra nelle Filippine per esercitazioni congiunte per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale

“Truppe dispiegate per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale”: cosa c'è dietro la mossa del Giappone
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Per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale il Giappone invierà truppe di terra a partecipare attivamente a esercitazioni militari sul suolo filippino. Questo evento, previsto per aprile 2026, segna una cesura storica rispetto ai decenni di partecipazione limitata a ruoli di osservazione o supporto logistico e sottolinea il rafforzamento delle relazioni di difesa tra Tokyo, Manila e Washington. Ecco che cosa sappiamo.

Il Giappone e le esercitazioni Salaknib

Secondo quanto riportato da Bloomberg, circa 300 soldati della Japan Ground Self-Defense Force prenderanno parte agli esercizi congiunti Salaknib, tradizionalmente riservati alle forze filippine e statunitensi, con la partecipazione anche dell’Australia. La novità rispetto al passato sta nel fatto che i giapponesi opereranno in ruoli che includono componenti tattiche e simulazioni di combattimento, non più solo compiti di supporto o osservazione.

La presenza giapponese avviene a seguito del Reciprocal Access Agreement (RAA) entrato in vigore nel 2025, che facilita l’accesso reciproco delle forze armate dei due Paesi nei rispettivi territori e permette addestramenti più integrati. Gli esperti militari considerano questo un segnale della crescente convergenza strategica tra Tokyo e Manila e del progressivo ruolo più assertivo del Giappone nella sicurezza regionale, bilanciando i limiti costituzionali dell’articolo 9 con la necessità di cooperare con gli alleati.

Non solo: la partecipazione giapponese si estenderà alle manovre Balikatan, la più ampia esercitazione annuale tra Filippine e Usa, rafforzando il messaggio politico e militare di deterrenza condivisa.

La strategia di Tokyo

Che cosa sta succedendo? Dietro questa scelta c’è la volontà di Tokyo di ridefinire il proprio ruolo nell’Indo-Pacifico di fronte all’ascesa della Cina come potenza regionale. La crescente assertività cinese nel Mar Cinese Meridionale e nell’area delle isole Senkaku/Diaoyu ha spinto il Giappone a rafforzare la cooperazione con partner come le Filippine e gli Stati Uniti, creando una rete di difesa più solida.

Per Manila, la partecipazione giapponese rappresenta un’opportunità per bilanciare l’influenza cinese e aggiornare le proprie capacità militari tramite addestramenti con forze alleate altamente professionali.

E così, dopo oltre 80 anni dall’ultima volta, truppe giapponesi torneranno

su un suolo straniero in attività operative, testimoniando una trasformazione strategica del Giappone che cerca di conciliare la propria tradizione pacifista con le sfide generate da un contesto regionale sempre più teso.

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