Ditelo con un Flowers È la trasformazione della pietra in Vhernier

L'azienda «svela» la sua inestimabile collezione Traglio: «Giro il mondo a caccia di tesori»

Valeria Braghieri

Lui è l'uomo che doma le pietre. Le prende spudorate, luminose, rarissime e le tiene calme nelle sue montature chic «in finto basso profilo». Perché il lusso non deve essere smargiasso e perché certi diamanti hanno solo bisogno di essere imbrigliati in un po' di magica, severa geometria. Come regine disadorne. Carlo Traglio fa di un diamante grezzo, una signora. E il patron di Vhernier, i diamanti li scova in tutta il mondo, li fissa, occhi nei carati e li capisce. Traglio sente le pietre, tutte. Intuisce se dentro c'è quella parte infinitesimale di terra, quell'imperfezione che le rende perfette o se vibrano di sintetico e non hanno anima. Si chiama collezione Flowers il preziosissimo prodigio con cui Traglio ha deciso di svelare la sua collezione da capogiro. Spinelli, tanzaniti, rubeliti, granati mandarino, pietre inusuali (ma ci sono anche smeraldi, rubini e zaffiri) che hanno in comune eccezionali caratteristiche di luminosità, colore, purezza. «Scelgo esclusivamente le pietre che sento cantare mi devono colpire a tradimento, come un pugno nello stomaco, un colpo al cuore. Accade lo stesso con le opere d'arte della mia collezione» spiega Traglio. È dalle pietre che si lascia ammaliare, sono le sue sirene. Gira il mondo in cerca del loro canto, perché i tesori sono come le intuizioni: non sai mai dove si nascondano. Tra le mani di un mercante navigato, nelle dimore di dinastie decadute, in una miniera sperduta

L'unica cosa certa è che se Traglio incontra una pietra unica, la riconosce subito. Il primo gioiello Flowers nasce quando una cliente arriva da Vhernier con una pietra di dimensioni molto importanti, molto bella e anche molto difficile. La signora vorrebbe trasformarla in un anello con il lusso della sottrazione tipico di Vhernier. Traglio si mette in ascolto, che è il gesto con cui inizia tutte le sue creazioni, e l'accontenta. È a rendere una pietra il compagno perfetto di una donna che lui pensa. Un talismano che l'accompagni in ogni gesto, che abbia voglia di farsi guardare e che risollevi il gusto e lo spirito della privilegiata che lo indossa. Sono gioielli da indossare sempre perché rispecchiano e appagano e sono perfino di conforto. Il gioiello perfetto lo guardi e ti fa sorridere. «Nella stessa giornata una donna può fare la spesa, accompagnare i figli a scuola e vestirsi per una serata importante. La vita è fluida, i miei gioielli sono fluidi» prosegue Traglio. Ed è vero. Sono morbidi, avvolgenti, lisci come seta. Scultorei e preziosissimi, gli anelli Flowers di Vhernier sono un capolavoro di alta gioielleria, di assoluta libertà creativa. È la rivoluzione colta e gentile di Traglio, che crea come vive e sa come rendere omaggio alla perfezione. Sono le pietre a sussurrare a Traglio, cose che gli altri non sono in grado di sentire. Lui capisce le gemme e le gemme sanno come svelargli il meglio di loro. «Ho anche fatto un anello con un diamante grezzo. L'ho trovato in India, 10 carati, richiesta stravagante di una cliente. Bella sfida per me» conclude il domatore di pietre.

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