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Le trame di Hamas in Italia. Il mistero dell'incontro nella villa di Grillo sotto la regia di Hannoun

Il numero due del predicatore in carcere cerca di organizzare gli incontri tra i politici italiani (tra cui la Schlein) e il reporter di Gaza, a caccia di accordi. Ma lo stesso giornalista lo mette in guardia dal suo capo: "È troppo esposto, s’è fatto fotografare con Haniyeh"

Le trame di Hamas in Italia. Il mistero dell'incontro nella villa di Grillo sotto la regia di Hannoun

Trame, incontri, legami tra la politica e il mondo islamista nelle carte della Procura di Genova. Agli atti dell'inchiesta non c'è solo il nome dell'ex parlamentare Alessandro Di Battista, ma anche quello di Beppe Grillo. Prima di arrivare all'ideologo del Movimento 5 Stelle, però, c'è da fare una premessa e introdurre una figura centrale, quella di Wael Dahdouh, corrispondente da Gaza di Al Jazeera, l'emittente di proprietà del Qatar. L'11 febbraio del 2025 Dahdouh è intervenuto alla Camera dei deputati durante una conferenza organizzata dalla pentastellata Stefania Ascari e poi Dahdouh ha avuto modo di incontrare anche l'attuale leader dei 5S Giuseppe Conte. A organizzare il tour del giornalista in Italia c'era una persona, Sulaiman Hijazi, lo storico braccio destro di Mohammad Hannoun, il presunto vertice della cupola di Hamas in Italia. Gli approfondimenti investigativi hanno evidenziato che Hijazi "proprio nella vicinanza con il mondo della politica, ha creato la propria sfera di influenza". E, come emerge dalle intercettazioni, c'è una precisa strategia e selezione dei profili più o meno utili da coinvolgere nella campagna pro Pal. Il 16 febbraio, mentre è a bordo dell'auto di famiglia con la moglie Nibras Asfa (la figlia di Mhamoud Asfa, titolare della moschea di Milano), Hijazi confessa alla consorte una cosa che gli avrebbe rivelato lo stesso Dahdouh: si tratta della presenza a Gaza, in una vecchia circostanza, di Hannoun insieme a Ismail Haniyeh (ex capo di Hamas, poi ucciso nel 2024) e Mohammed Deif.

Questo concetto viene esplicitato meglio qualche giorno dopo, in una conversazione telefonica tra lo stesso Hijazi e Soufan Hanin, moglie di Ryah Mohammed. Secondo quanto racconta Hijazi, la presenza di Hannoun sarebbe addirittura dannosa per la causa palestinese, in virtù delle antipatie che attira per la sua vicinanza ormai conclamata con Hamas. Hannoun, insomma, esporrebbe troppo il giornalista: "Lui (Dahdouh) ha delle informazioni (intende dire che gli è stato detto, ndr) da Al Jazeera dove gli dicono non deve incontrare in Europa 4 persone e tra queste 4 persone c'è Hannoun", dice il braccio destro del filo Hamas. Che poi spiega come Dahdouh il 20 marzo tornerà in Qatar per passare lì la festa di fine Ramadan con loro. Continua dicendo che riceve tantissimi inviti ma non ce la fa ad andare da tutti e quindi Hijazi preferisce in quel momento accettare per il corrispondente di Al Jazeera solo gli inviti degli italiani, in modo da farlo conoscere di più. Da lì l'incontro con il fondatore del Movimento 5 Stelle: il vice di Hannoun dice che il giovedì successivo, dunque il 13 marzo, ha appuntamento con Beppe Grillo nella villa di Sant'Ilario. E la sua interlocutrice Hanin, ridendo, esclama: "Ma non potevi trovare qualcun altro?". Hijazi risponde: "Che vuoi che ti dica cosa pensi che lo porti anche da Schlein, comunque sono tutti così". Ma secondo Hanin "no, però non da Schlein, è una calamità". L'islamico allora ribatte: "E quindi vuoi che lo porti dalla Meloni, in Italia purtroppo abbiamo solo questi, cosa vuoi che faccia, vedrò anche di farlo incontrare Ghali il cantante". Hanin sottolinea: "Con Ghali va bene però non Schlein, sai Suleiman, è brutto a dirlo ma non vorrei che poi Dahdouh sia strumentalizzato, perché non vorrei che poi la Schlein dopo averlo incontrato dica ho incontrato Wael Dahdouh, che abbia fatto la foto con lui e poi dica io capisco la sofferenza ma lei poi non ha mai fatto nulla, temo che poi lo strumentalizzano, perché i politici... lascia stare Di Battista che è onesto anche Ascari onesta e che sono cari amici, però tutti sembra che facciano a gara chi fa il post più bello con Wael Al Dahdouh, vale a dire che Wael Al Dahdouh si è ridotto letteralmente ad un post su Instagram".

Quell'incontro con Elly Schlein di cui parla Hijazi, alla fine, è avvenuto o no? Perché è vero che la sua interlocutrice si dice contraria, ma è altresì fondamentale constatare come il braccio destro di Hannoun, nelle sue esternazioni, desse quell'appuntamento per consolidato, sottolineando che sono quelli i politici che oggi il mondo islamico ha a disposizione. Hijazi aggiunge tra l'altro una frase agghiacciante: "Dahdouh vuole ottenere delle cose dall'Italia senza che sia divulgato dai media, se Dio vorrà tramite questi politici li otterrà". E allora: quali favori o accordi doveva stringere il referente di un gruppo qatariota con la sinistra italiana? E come mai emerge la certezza che questi sarebbero stati raggiunti tramite incontri organizzati da Hijazi, oggi indagato per il reato 270 del codice penale, che punisce chiunque promuova, costituisca, organizzi, diriga o finanzi associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o eversione? L'altro aspetto centrale è il presunto mancato incontro con Hannoun: sarebbe saltato non per una diversa appartenenza ideologica o per distanza del giornalista da Hamas, ma per il timore di "bruciarsi": "Non vogliono...sai perché se si fa fotografare con Hannoun tutto viene rovinato, lo sai, lo attaccano dicendo che questo è pro-Hamas, lo sai com'è", spiega Hijazi. Hanin mostra stupore: "Ma possibile che è a questo punto anche Al Jazeera?!!". Nulla di strano, solo immagine come sottolinea Hijazi: "Non è ragionevole ma uno ti dice che questo è uno di Al Jazeera la cui l'immagine non è mai stata macchiata, la figura di Dahdouh, ma poi se si fotografa con Hannoun o s'incontra con Hannoun sai...".

Hanin lo interrompe: "Scusami Suleiman io sto parlando con te ora, non so perché loro, Al Jazeera, dovrebbe fare una cosa di questo genere, perché tutti sanno che Al Jazeera è filo Resistenza, e Wael Al Dahdouh, correggimi se sbaglio è l'unico che è sceso con gli accordi, o no, non è l'unico giornalista?". Di nuovo gli accordi. Ma quali? E quanti altri presunti giornalisti sarebbero venuti in Italia per stringere patti segreti, visto che Hijazi conferma che Dahdouh non è l'unico?

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