Dl anticrisi, primo sì. Tremonti: entrate tengono

Via libera al dl, domani alla Camera. Il Pd insorge. Franceschini accusa: "Conseguenze preoccupanti". Via alle agevolazioni finanziarie,
in favore delle pmi, attraverso
una convenzione con l’Abi. Tremonti: "Il decreto è l'aggiornamento della Finanziaria"

Roma - Dalla moratoria per i crediti per le pmi alla Tremonti-ter, dall'allungamento delle finestre pensionistiche allo scudo fiscale. Via libera delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera al decreto legge anticrisi. Prima di votare il mandato ai relatori, le commissioni hanno approvato in blocco gli emendamenti dei relatori e del governo e quelli dei parlamentari che avevano avuto parere favorevole. Slitta, quindi, a domani l’inizio della discussione generale del decreto alla Camera. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha accettato la richiesta avanzata dai presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze di avere un giorno in più per esaminare il testo. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha accolto la richiesta dei presidenti delle due commissioni "ritenendo importante che alle commissioni siano garantiti tempi adeguati per pervenire a predisporre un testo compiuto".

Via libera al decreto Via libera delle commissioni Bilancio e Finanza al decreto e alle numerose novità introdotte nel corso dei lavori parlamentari. Al momento della votazione il Pd è, però, insorto e ha abbandonato i lavori. "Di fronte alla crisi economica il Governo continua a non avere una strategia - commenta il leader democratico Dario Franceschini - le scelte del Governo di questo anno e mezzo hanno portato a dati oggettivi preoccupanti: cresce il debito pubblico, il deficit". Poi annuncia: "Così vengono svuotate le Camere". L’Udc non ha partecipato alle votazioni mentre l’Mpa ha votato contro. Fra le misure principali che hanno incassato il primo ok del Parlamento, lo scudo fiscale, la mini riforma delle pensioni con tanto di innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego e le misure in favore del mondo delle imprese.

Tremonti e il contenimento del deficit "Se avessimo avuto più coraggio avremmo fatto più deficit e aumentato i rischi e i costi per gli italiani". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, plaude al lavoro fatto in Commissione e al licenziamento del dl anticrisi: "Il dl è l’aggiornamento della Finanziaria, è l’aggiunta di un anno ed è organizzato come una raccolta di mezzi finanziari per correggere alcuni andamenti del 2009 e di fabbisogno esigenziale del 2010". Il titolare di via XX Settembre rivendica, quindi, la qualità delle diverse azioni intraprese dal governo per sostenere il tessuto produttivo. Il governo ha fatto di tutto per "tenere aperto il canale del credito dalle banche alle imprese - ha detto in audizione sul Dpef in Senato - Sommando tutti gli interventi fatti più la moratoria sul credito a favore Pmi siamo di fronte ad interventi positivi per la tenuta e la conservazione del nostro apparato produttivo". Poi il ministro si dice ottimista: "Le entrate tengono, la velocità di caduta sta rallentando".

La moratoria banche-pmi Arriva la possibilità di prevedere una moratoria, e comunque agevolazioni per i costi finanziari, in favore delle sole piccole e medie imprese, da realizzare con una convenzione da stipulare con l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) entro quattro mesi dall’entrate in vigore della legge di conversione del decreto anti-crisi. Al fine di sostenere le piccole e medie imprese in difficoltà finanziaria il Tesoro potrà stipulare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge "un’apposita convenzione con l’Abi per favorire l’adesione degli istituti di credito a pratiche finalizzate alla attenuazione degli oneri finanziari" sulle pmi anche in relazione ai tempi di pagamento degli importi dovuti "tenendo conto delle specifiche caratteristiche dei soggetti coinvolti". Il tavolo tecnico per la moratoria dei crediti delle imprese è in programma per domani e il confronto tra banche, imprese, industria e Tesoro potrebbe richiede ancora del tempo. Il testo dell’emendamento è così una sorta di "ponte-normativo" che dà forza ad una possibile convenzione nella quale riversare l’accordo che sarà raggiunto. Da una prima lettura del testo, la moratoria apparirebbe per ora limitata alle sole piccole e medie imprese.

Sciolto il nodo badanti Via libera delle commissioni Bilancio e Finanza della Camera alla regolarizzazioni di colf e badanti contenuta in un emendamento del governo al dl anti-crisi. L’emendamento approvato oggi è stato riformulato con alcuni piccoli chiarimenti: il tetto al reddito di 20mila euro vale solo per le colf e a regolarizzare la badante può anche essere un parente della famiglia ma non convivente. In generale la norma prevede la regolarizzare di colf e badanti italiane o extracomunitarie da parte di datori di lavoro italiani e stranieri (ma che soggiornano in Italia da tanto tempo) con un pagamento forfettario di 500 euro.

Modificata la compensazione Iva Questa mattina è stato esaminato l’articolo 10 del provvedimento riguardante l’incremento delle compensazioni dei crediti fiscali. Ed è stata approvata una modifica che eleva da 10 a 15 mila euro l’importo annuo oltre il quale è necessario chiedere il visto di conformità per avere la compensazione dei crediti relativi all’Iva. Resta al momento accantonato l’emendamento 1-bis riguardante la regolarizzazione di badanti e colf e che, in ogni caso, come spiega il capogruppo della Lega Roberto Cota, non dovrebbe avere modifiche di sostanza ma al massimo un aggiustamento tecnico.

Bocciata l'authority sull'energia Maggioranza battuta nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Il centrodestra è andato sotto per 30 voti a 29 su un emendamento sui costi di trasmissione e i controlli dell’Authority dell’energia elettrica. Immediate le polemiche del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che ritiene la "norma deleteria per l’ambiente e per la salute dei cittadini". In particolare perché potrebbe essere applicata anche alle centrali nucleari. "Questa norma - rileva il ministro Prestigiacomo - potrebbe perfino applicarsi alle centrali nucleari. Francamente, con il lavoro puntuale e trasparente svolto finora proprio in materia di autorizzazioni ambientali per gli impianti energetici, mi chiedo: una norma simile a chi giova?".

Bonus per le auto a gpl e metano Ripristinato il contributo, di 500 e 650 euro, alle trasformazioni a gpl e a metano dei veicoli da Euro 0 a Euro 5. Lo rende noto l’Unrae, rilevando che tale opportunità potrebbe essere colta nel 2009 da 200.000 automobilisti. Per l’Unrae si tratta di una "norma riparatrice" perché rimedia a un emendamento errato che nella conversione in legge del dl del 10 febbraio aveva escluso dall’aumento degli incentivi le categorie Euro 3, 4 e 5.

Si discute sulla fiducia L’opposizione sta approfittando di ogni spazio di intervento e la maggioranza è vincolata all’appello del presidente della Camera Gianfranco Fini al governo perché in caso di fiducia, ormai pressochè certa, il maxi-emendamento ricalchi il testo discusso nelle commissioni. Per questo l’approdo in Aula del provvedimento sta slittando di ora in ora. Il testo del provvedimento sarà discusso in Aula domani e, a quel punto, dopo la discussione generale, il governo dovrebbe mettere la fiducia, al più tardi giovedì mattina. "E' difficile dire oggi se il governo porrà la fiducia - sottolinea il ministro del Welfare Maurizio Sacconi - certo è urgente l’entrata in vigore di quelle norme che sono rivolte a sostenere la liquidità delle imprese e l’occupabilità delle persone". Proprio per questo, osserva il vice capogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino "la fiducia non sarebbe uno scandalo". Il punto interrogativo, però, è a questo punto, su quale testo verrà posta.

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