Un Don Lisander tra robinie, parodie e banchetti

Diabolico Manzoni: a lui dobbiamo non solo nottate di studio piegati sui tomi, persi fra le parafrasi dei suoi versi e impegnati sulle perifrasi delle sue descrizioni. Ma anche, più prosaicamente, il proliferare della robinia nell'hinterland. I liceali si incazzano/s'inquietano. Giardinieri e vivaisti, al contrario, ringraziano che Manzoni non sia stato, almeno per loro, materia d'esame. Eppure nelle sue lettere lo scriveva chiaro: già nel 1811 a Fauriel chiedeva di fargli arrivare a Milano, da Parigi, un bel gruzzoletto di semente perché i vivaisti locali cui si era rivolto gli avevano predetto una cattiva annata per l'amata pianta. Perfino Gadda, riconoscendo a Manzoni molti meriti, non poteva che criticarlo per l'aver importato e contribuito a diffondere una delle piante oggi simbolo di tanta parte del verde lombardo. Oggi Cormano Brusuglio ne è infatti piena e soprattutto ne strabocca il parco della villa dove per oltre un mese, fino al 25 ottobre, fiorisce l'«Ottobre manzoniano». In anticipo come la vendemmia, attesissima come da quattro anni a questa parte, è la kermesse che celebra il più famoso abitante di questa cittadina alle porte di Milano. Dopo donne e famiglia, economia e giustizia, quest'anno il tema portante dell'«Ottobre» è proprio il suo pollice verde di botanico. Sarà questo il filo «verde» e conduttore di un pout porri di eventi, alcuni conviviali, altri più artistici, alcuni scientifici e altri ancora divulgativi, che si rincorreranno fra un angolo e l'altro della città. Palcoscenico d'eccezione però, per gli appuntamenti di arte e teatro, sarà la villa appena fuori da Parco Nord. Stasera si comincia subito calando un doppio asso: i Promessi sposi, certamente, ma nella lettura di Alessandro Haber (alle 21 in via Dall'Occo) che ha selezionato alcuni passi, fra cui l'Addio ai monti. Venerdì prossimo, invece, alla Biblioteca civica è tempo di dibattito per approfondire la figura di Renzo, come archetipo del migrante. Il 3 ottobre un altro grande mattatore: sarà Nicola Savino, con la compagnia di Paola Manfredi a rivolgere, alle 21 in piazza Scurati, un'intervista impossibile a Manzoni. Il conduttore si improvviserà in una fantasioso «a tu per tu» con Don Lisander sulla scia delle interviste Rai degli anni ’70, esperimento unico nella storia della Radio. Il pezzo forte del festival arriva però a metà mese: mercoledì 14 allo Spazio Tenda, dalle 21, è facile prevedere il tutto esaurito per un'accoppiata che è già un sorriso. Gioele Dix incontra gli Oblivion con il loro compendio cult dei Promessi sposi in dieci minuti. Prima il comico ricorderà i suoi «sposi», poi, sempre con la regia di Dix, il gruppo più del web ripropone la sua celebre parodia accompagnata da un'ora e mezzo di cavalcata divertente ed irriverente nel cabaret italiano. Venerdì 16 è tempo di tavola: ospite è Adelchi nel banchetto teatrale a cura di Luca Radaelli, con menù medievale (da prenotare allo 02-66303337). Il gran finale è affidato alle note di Mozart, Bach e Vivaldi e ai maestri dell'orchestra Beethoveen diretta da Adriano Bassi. Per informazioni: 02-66324246, www.comune.cormano.mi.it.

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