Duemila prof precari avranno lo stipendio pieno

Sono in presidio davanti al provveditorato di via Ripamonti da una settimana. I precari non mollano e si giocano il tutto e per tutto pur di vedersi riconfermare la cattedra anche quest’anno. Certo, più passano i giorni, più sfuma la speranza di essere convocati dalla scuola. Ma per loro arriva una buona notizia. Mittente: la Regione Lombardia. Che garantisce ai duemila precari disoccupati il cento per cento del loro stipendio. Cioè: al 60 per cento della busta paga, garantito dal sussidio di disoccupazione per sei mesi, sarà aggiunto un contributo per arrivare a integrare la cifra. Idem per i mesi successivi, quando il sussidio statale scenderà al 50 per cento.
Lo garantisce l’accordo firmato ieri dal presidente della Regione, Roberto Formigoni, e dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Per realizzarlo la Regione stanzia 15 milioni di euro. Il ministero aggiungerà le risorse che serviranno per realizzare interamente l’iniziativa. Al progetto sono interessati non solo i docenti annuali ma anche il personale amministrativo e tecnico titolare di sussidio di disoccupazione che nell’anno scolastico 2008-2009 hanno lavorato nelle scuole della Regione con un contratto a tempo determinato e che quest’anno non hanno avuto conferma dell’incarico. In cambio, i precari contribuiranno a realizzare progetti interni alla scuola: dalle attività di orientamento a iniziative contro la dispersione scolastica. E avranno anche altri due vantaggi correlati: godranno di una corsia preferenziale per ottenere supplenze per brevi periodi e continueranno a maturare punti in graduatoria come se avessero un contratto annuale.
«L’ho proposto al meeting di Rimini due settimane fa - spiega Roberto Formigoni - e dopo due settimane lo realizziamo». Altre due regioni (la Campania e la Sicilia) hanno aderito all’iniziativa e la Gelmini preme perché tutti seguano l’esempio e salvino i precari. Un primo passo di un progetto più ampio. Sì, perché il ministro Gelmini, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico, annuncia che a scuola si cambia musica. «Non sarà più possibile per chiunque iscriversi nelle graduatorie - spiega - perché è così che è nato il problema dei precari. Ci sarà il numero chiuso per eliminare piano piano il problema dei precari e per aumentare la qualità del servizio». A chi protesta contro il governo per il problema dei precari, la Gelmini risponde a chiare lettere: «Il precariato della scuola non è certo frutto della Finanziaria dell’anno scorso ma ha radici nei concorsoni fatti dagli anni Settanta in avanti che hanno venduto illusioni a molti senza dare posti a tutti».
Intanto al provveditorato degli studi duecento lavoratori Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari), da ieri pomeriggio sono in fila per firmare un nuovo contratto annuale. Fuori ci sono gli insegnanti precari del «coordinamento 3 ottobre» che continuano a distribuire volantini per cercare sostegno alla lo loro causa. Il Pd regionale critica l’iniziativa a favore dei precari. «Il governo, assieme alla Regione, cerca di mettere una pezza dopo aver provocato lo strappo con il mondo della scuola - dichiara il consigliere Sara Valmaggi -. Si tratta di un accordo parziale e tardivo che lascia fuori numerosi docenti e non docenti che rimarranno senza lavoro».