E Canterbury cade a pezzi

La cattedrale di Canterbury sta cadendo a pezzi. Letteralmente. Per avere un’idea di quanto sia danneggiato quello che è il luogo di culto simbolo della Chiesa anglicana basti pensare che un quinto delle colonne della struttura portante sono tenute insieme con del nastro adesivo. E, paradossalmente, non ci sono i fondi per ristrutturarla. Fatte le dovute proporzioni, è come se a San Pietro piovesse dal soffitto e invece di riparare il tetto qualche solerte sacerdote avesse messo dei teli di plastica per riparare il Mosè di Michelangelo. La denuncia arriva dalle colonne del «Sunday Telegraph», che riporta un incidente avvenuto a luglio, quando alcune pietre intorno alla grande finestra sul lato sud della chiesa sono cadute. Da quel giorno l’area è stata chiusa al pubblico, ma non sono stati avviati i lavori di ristrutturazione. Ora si teme che l’intera finestra, risalente al quattordicesimo secolo e alta quasi dieci metri, possa crollare. Ripararla costerebbe 500mila sterline e per ora i fondi non sono disponibili. «Parti della cattedrale stanno crollando. Ci sono problemi strutturali urgenti. Dobbiamo agire in fretta se non vogliamo trovarci con una rovina al posto della chiesa», ha detto al settimanale Chris McWilliams, un portavoce della cattedrale. Nonostante si tratti di una delle mete turistiche più popolari d’Inghilterra, la cattedrale di Canterbury non riceve alcun appoggio finanziario dal governo di Londra ed una campagna internazionale lanciata tre anni fa per raccogliere 50 milioni di sterline entro il 2011 da destinare alla ristrutturazione ha finora totalizzato soltanto 9,4 milioni di sterline in offerte. Ristrutturare il campanile costerà circa sei milioni di sterline, mentre per preservare la grande collezione di libri sono necessari altri due milioni circa.

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