E tra le imprese italiane il preferito è san Marco

Sono 21mila le aziende «fedeli», che dedicano il nome a un protettore

da Milano

Anche gli imprenditori sperano nell’aiuto dei santi. E, per far funzionare bene la loro ditta, scelgono di dedicare il nome della propria azienda a un santo protettore, forse per garantirsi una certa «benevolenza divina». Lo hanno fatto in 21mila titolari di imprese, diffuse su tutto il territorio nazionale, come emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano. Non solo. C’è anche chi, per non sbagliare, i santi li sceglie tutti: 65 aziende, infatti, sono dedicate a «Ognissanti». La tendenza è in aumento: i dati rilevano mille imprese in più con un nome di santo rispetto al 2005.
Il primato spetta a san Marco, a cui si sono votate circa 1.500 imprese. Seguono San Giorgio, con circa 1.200 imprese, e San Martino, con 800. Quarto San Francesco, patrono d’Italia, con 767 aziende dedicate, mentre per la prima santa bisogna aspettare il quinto posto: santa Maria, che viene richiamata da 752 società. Nella «top 20» dei «santi aziendali» ci sono anche assenti illustri. Manca san Gennaro, il patrono di Napoli; ma anche sant’Ambrogio, patrono di Milano, registra pochi consensi. Eppure, è proprio Milano la città più devota: considerando i venti santi più gettonati (tra cui san Giovanni, san Paolo, san Pietro e santo Stefano), nel capoluogo lombardo sono ben 1.032 le imprese che invocano la protezione di un nome sacro, mentre Torino è seconda con 720 imprese, Roma terza (554) e Napoli quarta (461). A livello regionale, il primato spetta alla Lombardia, con il 19% di tutte le imprese dedicate ad un santo. Le aziende più «devote» si trovano soprattutto al centro nord: in Piemonte (11,8% delle imprese con un nome di santo), dove si concentra il primato nazionale per sant’Anna e santa Rita; in Veneto (9,9%), dove c’è la maggiore devozione nei confronti del patrono di Venezia, san Marco; e in Emilia Romagna (7,5%). In pratica, il 47,2% delle imprese «sante» si concentra in queste quattro Regioni, mentre per il Sud la più devota è la Campania, che conquista il quinto posto con 902 imprese (pari al 7,5% del totale nazionale), e che dedica la maggior parte dei nomi a santa Lucia e sant’Antonio.
Fra i settori «devoti», imbattibili le acque minerali, insieme alle attività di onoranze funebri, alle farmacie, ai caseifici e alle attività immobiliari.
Non mancano poi le aziende che conducono un’attività in linea con la vita dei santi: edizioni musicali dedicate a santa Cecilia, patrona dei musicisti, aziende di prodotti naturali devote a san Francesco, le imprese di pesca a san Pietro, le prevenzioni di incendi a santa Barbara e i centri oculistici a santa Lucia.

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