Stile

E INTANTO FUORI... La natura si riprende i suoi spazi

I delfini nel porto di Cagliari, le lepri a Milano, i cervi a Nara, i puma a Santiago: ora gli animali passeggiano nelle città vuote

Anna Muzio

L'uomo si chiude in casa e la natura s'allarga. I centri urbani sono diventati una riserva in certi casi sconfinata in uno zoo safari dove animali di tutti i tipi, solitamente tenuti lontani da traffico e attività umane si sono ripresi gli spazi, passeggiando indisturbati nelle strade deserte e godendo dell'aria tersa.

A partire dai parchi cittadini, quegli scampoli di verde ad uso e consumo di atleti della domenica e famiglie con bambini. A Milano non una, ma decine di lepri sono state avvistate, e debitamente fotografate, presso il cimitero Maggiore. Non che non ci fossero prima ma si tenevano a debita distanza, forse uscivano all'alba. Anche rospi, salamandre e porcospini beneficiano della drastica riduzione del traffico e dei nuovi spazi a disposizione proprio ora che arriva la primavera, stagione degli amori. Hanno suscitato meno entusiasmo i cinghiali, che a Sassari sono stati visti in pieno giorno in Via Luna e Sole devastando, secondo l'Unione Sarda, i giardini pubblici, mentre il video che li ritrae mentre distruggono i vigneti trentini pare sia stato girato in Croazia.

I primi a fare notizia comunque sono stati i simpatici delfini, tornati a nuotare indisturbati nei porti tra barche e navi ferme. Se la loro presenza nei canali di Venezia si è rivelata una fake news (scoperta dopo avere fatto il giro del mondo), è stata documentata a Cagliari, dove si sono spinti fino alla banchina immortalati dal team di Luna Rossa, e a Trieste, dove uno di loro è stato fotografato in un acrobatico salto fuor d'acqua davanti al castello di Miramare. La quarantena ha insomma trasformato strade, porti e sottopassi in una giungla urbana popolata da specie che paiono sbarcate da una invisibile arca di Noè. E i social di tutti il mondo si sono riempiti di video di utenti che hanno documentato gli incontri più improbabili.

A Santiago del Cile un puma ha passeggiato per ore nelle vie deserte del centro prima di venire catturato dalla polizia. E nelle strade di San Francisco al posto di Michael Douglas sono comparsi i coyote: gli stessi che vivono ormai da decenni nei parchi cittadini. Mentre uno zibetto è stato fotografato mentre attraversava, diligentemente sulle strisce pedonali, una via di Calicut nel Kerala, India. Spesso non è solo la disponibilità di spazi quieti a portare gli animali allo scoperto, però, ma la fame. In Giappone, a Nara, cervi shika hanno invaso le strade e i sottopassi della metropolitana. Pare che siano usciti dai parchi cittadini in cerca di cibo, solitamente garantito dai frequentatori «umani».

Meno bon ton sono stati i migliaia di macachi che, formando vere e proprie «gang» urlanti, hanno invaso le strade di Lopburi, Thailandia. In cerca di quel cibo che da sempre viene loro fornito dai turisti in visita ai templi di Phra Prang Sam Yot. Spariti i turisti, sparito il cibo. Infine, una nota sugli uccelli: è vero che sembrano più numerosi ma in realtà da tempo si sono bene adattati all'ambiente urbano. Semplicemente, nel silenzio, si sentono meglio i loro canti, e indisturbati anzi cantano anche di più.

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