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E' la seconda volta che Scajola si dimette

Scajola si era già dimesso nel 2002, quando era ministro dell’Interno del governo Berlusconi. Il "casus belli" il 29 giugno: il ministro, in visita istituzionale a Cipro, si lascia andare ad alcuni commenti offensivi sul professor Marco Biagi, ucciso dalle nuove Br. Le sue dichiarazioni finiscono sui giornali e, dopo quasi una settimana di polemiche, arrivano le dimissioni

E' la seconda volta che Scajola si dimette

Roma - Per la seconda volta Claudio Scajola è costretto a rassegnare le dimissioni di ministro. Era già successo nel 2002: in quel caso Scajola era ministro dell’Interno del governo Berlusconi. Il "casus belli" avviene il 29 giugno. Il ministro è in visita istituzionale a Cipro. Con lui alcuni giornalisti. Scajola si lascia andare ad alcune esternazioni su Marco Biagi, il consulente del ministero del Lavoro ucciso dai terroristi quello stesso anno. "Biagi era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza": è la frase di Scajola, riportata il giorno dopo dal Corriere della Sera e dal Sole 24 ore, che fa scatenare l’uragano. Dopo alcuni giorni di roventi polemiche, il 4 luglio il ministro rassegna le dimissioni. In precedenza, Scajola si era dimesso da sindaco di Imperia. Era il 12 dicembre 1983 e l’allora primo cittadino democristiano viene arrestato dai carabinieri con l’accusa di concussione aggravata. Il giorno dopo si dimette.

In seguito viene prosciolto dalle accuse.

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