E il sindaco Moratti non ci crede: «Per caso siamo su Scherzi a parte?»

«Ma siamo su Scherzi a parte?». Sono le 15 e 30. Il sindaco strabuzza gli occhi quando il suo portavoce le passa le agenzie di stampa che hanno battuto da pochi minuti la notizia: «La Corte d’appello non ammette la lista Formigoni». Letizia Moratti è nel mezzo di una conferenza stampa a Palazzo Marino, con l’ad di Expo Lucio Stanca. Non è uno scherzo. Legge, rilegge, le scappa pure un mezzo sorriso tanto la storia ha dell’incredibile. Anche se i maligni sussurrano che dopo le liti a distanza con il governatore Roberto Formigoni, forse non è così affranta. Prima il presidente della Regione ha attaccato il blocco del traffico targato Moratti-Chiamparino. Sabato, dal palco del teatro Dal Verme ha ammesso un calo dei consensi per il Pdl in città rispetto al resto della Lombardia, tanto che insieme alla campagna elettorale ha lanciato pure una sorta di «commissariamento»: quattro progetti in arrivo per i milanesi. La Moratti ricorda che proprio al Dal Verme i due coordinatori del partito Guido Podestà e Massimo Corsaro «hanno detto che erano arrivati in ritardo perché erano andati a consegnare le liste». Ma le spiegano che il caso diversamente dal Lazio non è sui tempi di consegna.
La Moratti torna invece sulla promessa fatta da Formigoni di spendersi personalmente su Milano, e puntualizza: «Ho già detto al mio direttore generale di presentare dei progetti, delle proposte, in particolare sul tema famiglie numerose, casa, mobilità e trasporto, e sul tema ambiente». Ma Formigoni in mattinata ha ammorbidito i toni: «Nessuna critica al sindaco, ho rilevato una criticità. Sappiamo che il consenso del Pdl in tutta la Lombardia è vastissimo, su Milano città da tempo, non solo da adesso, i consensi sono più bassi. È un dato storico su cui i dirigenti del partito devono riflettere e quindi bisogna concentrare gli sforzi su Milano: dobbiamo ricostruire il consenso con tutti i cittadini».