E sulla telefonata con Meani «Ci si può conoscere rispettando i ruoli»

Nel corso della deposizione resa (vedere articolo sopra) ai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, Collina si era soffermato su una telefonata con Meani (l’uomo che per il Milan teneva i rapporti con il mondo arbitrale), dicendo: «Conosco Leonardo Meani da circa 20 anni. L’ho conosciuto quando il Meani svolgeva l’attività di arbitro. Tengo a precisare di essere convinto che un rapporto di buona conoscenza possa essere mantenuto nel rispetto dei ruoli ricoperti anche operando con assoluta professionalità. Pertanto non ho mai trovato particolarmente disdicevole avere dei contatti con personaggi legati al mondo del calcio professionistico, se ciò avviene nel rispetto delle regole… Peraltro sottolineo che dalla lettura della trascrizione della conversazione emerge anche una mia volontà a voler avere un incontro con il Dr. Galliani nella sua veste di presidente della Lega proprio in virtù delle possibili scelte future in tema di gestione della Can, auspicando anche un incontro in Lega e quindi nella sede più istituzionale». In altre parole Collina si portava avanti per capire meglio il suo futuro. Ma non voleva incontrare Galliani nel ristorante di Meani, per di più in un giorno di riposo e magari entrandovi dalla porta posteriore? Al termine di questa testimonianza, l’ex arbitro s’era espresso anche sui comportamenti di Bergamo e Pairetto: «Non ho elementi concreti per specificare se i designatori Bergamo e Pairetto avessero in qualche modo una dipendenza dai poteri forti del sistema calcio, certo che, dalla lettura delle notizie derivanti dagli esiti fino ad adesso noti nella vostra indagine, devo dedurre che tale dipendenza con particolare riferimento alla Juventus di Moggi e Giraudo possa aver avuto luogo».

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