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E Zara, tutto nuovo, ristruttura lo store nello storico cinema

Margherita Tizzi

Nel settembre 1941, al civico 11 di corso Vittorio Emanuele a Milano, viene inaugurato il cinema Astra con il film «È caduta una donna» di Alfredo Guarini. La sala da 1100 posti è l'unica in città dotata di sotterranei di protezione e una delle otto a riprendere le proiezioni il 3 settembre 1943, dopo i pesanti bombardamenti di agosto. Non solo. È il primo cinema meneghino ad impiegare le ragazze come maschere, che accompagnano lo spettatore alla poltrona anche in caso di sala vuota. E, in grande anticipo sui tempi, istituisce il sistema di prenotazione e assegnazione dei posti numerati come a teatro: la cassa è aperta dalle 10 del mattino e la cassiera mette le crocette nei quadratini corrispondenti ai posti prenotati. Insomma, l'Astra diventa la migliore sala milanese per offerta di film e qualità della struttura. Pensiamo al solenne atrio con doppia scalinata a ferro di cavallo, firmato dall'architetto Cavallé, e allo splendido lampadario con vetri di Murano, cui - fatto curioso! - un operaio accedeva una volta all'anno attraverso una scala condominiale per procedere al lavaggio ad acqua. E pensiamo allo schermo, che veniva sostituito ogni anno per garantire sempre un'ottima luminanza. Questo era il cinema Astra di Milano. Chiuso nel 1999, oggi è il cinema Zara. Perché il negozio del brand spagnolo, che riapre dopo quattro mesi di ristrutturazione su progetto dell'architetto Elsa Urquijo, è tutto un omaggio alla sala cinematografica che l'ha preceduto. C'è l'atrio di ingresso, con la doppia scalinata, il mosaico che decora le pareti e il suggestivo lampadario, che ci porta dritti al maxischermo a tutt'altezza, nella stessa posizione di quello originale, che oggi proietta le collezioni nel marchio. Ci sono i pannelli a soffitto che ricordano le gradinate con le sedute e c'è il pavimento originale, fatto di marmi Breccia Aurora e Rosso Verona. E poi c'è il cinema Zara che guarda al futuro, come l'Astra ai suoi tempi. Nel negozio di quattro piani, che accoglie le sezioni donna e bambino, spicca, infatti, la nuova area dedicata all'acquisto e alla raccolta di ordini realizzati su internet. I clienti possono accedere a una selezione delle ultime proposte del brand e acquistarle subito dal sito zara.com, oppure ritirare gli acquisti fatti da casa in un Punto Automatizzato di Raccolta, ovvero un distributore intelligente in grado di gestire e consegnare 900 pacchi in contemporanea. Non è finita qui.

Lo store incorpora anche degli specchi interattivi in grado di identificare i capi e suggerire diversi abbinamenti con altri vestiti e accessori. A tutto ciò si aggiunge l'impegno ambientale, che si traduce in un risparmio medio del 20% in elettricità, con la conseguente riduzione di emissioni, e fino a un 40% nel consumo d'acqua rispetto a un negozio convenzionale. «È un negozio unico ha dichiarato il presidente di Inditex, Pablo Isla -. Aggiungo che nel 2020 tutti i marchi Inditex (Pull&Bear, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Oysho, Zara Home, Uterqüe, ndr) potranno essere acquistati attraverso internet in tutto il mondo».

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