È lidea giusta ed è unidea alla Ecclestone. Legare il marchio F1 alla Coca-Cola. Lo sport motoristico più amato e famoso e la bibita più amata e famosa. Per il patron del Circus che corre sarebbe anche un modo provvidenziale per affrancarsi dai problemi economici legati alla futura ripartizione dei diritti commerciali del campionato. Si dà il caso infatti che, a parte Ferrari, RedBull, Minardi e Jordan che hanno già sottoscritto accordi bilaterali con mister E, tutte le altre Case siano ancora sul piede di guerra e chiedano più entrate minacciando un campionato alternativo. Ovvio, quindi, che 130 milioni di euro - questa è la cifra di cui si vocifera - facciano molto comodo al patron del Circus iridato.
Da Shanghai, dove si trova per lultimo Gp della stagione, Bernie Ecclestone non conferma e non smentisce. Si limita, invece, a un diplomatico «stiamo parlando con molte imprese». Fatto sta che il progetto, se dovesse poi concretizzarsi, completerebbe la copertura mondiale degli eventi sportivi da parte del colosso frizzante di Atlanta. Basti pensare che la compagnia è sponsor principale delle Olimpiadi dal 1928 - proprio così, sono quasi ottantanni -, dal 78 lo è dei Mondiali di calcio, dal 99 di quelli di rugby. Non solo: è sponsor degli Europei di calcio e, nel tennis, dei campionati di Wimbledon. Come dire: tra gli eventi importanti le mancava solo la F1.
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