Ecco la band americana che sfrutta il passaparola

Un’emozione destinata a restare. Formula poco originale, ma quantomai adatta se riferita a quanto successo a Lucca, il 5 luglio scorso. Sul palco di piazza Napoleone c’era la Dave Matthews Band, il gruppo più popolare degli Stati Uniti, in grado di ipnotizzare per tre ore e mezza gli oltre ottomila presenti. A fine concerto si incrociavano volti felici e increduli, già perfettamente consapevoli della portata dell’evento appena concluso.
La speranza di rivederli presto in Italia è già diventata realtà, perché è stato appena annunciato un tour invernale che approderà il 23 febbraio al Palalottomatica. Dave Matthews l'aveva promesso. A chi gli chiedeva perché la sua band fosse così amata in America e così poco conosciuta in Europa, aveva risposto: «il nostro successo è nato con i concerti, non con la promozione in radio o sui mezzi d’informazione. Nel nostro Paese abbiamo conquistato il pubblico suonando per quindici anni, senza fermarci. Finalmente abbiamo la chance di suonare in Europa, quindi rifatemi la stessa domanda tra cinque anni«. I fatti già gli danno ragione. Il tour estivo, tra festival e grandi piazze, è stato un successo. La logica conseguenza è un lungo e capillare tour invernale (in Italia le date sono tre), che porterà a un pubblico sempre più vasto la loro musica. Big Whiskey & the GrooGrux King è l'album più recente, un disco ispirato anche dalla scomparsa del sassofonista LeRoi Moore, che ha cementato ulteriormente il legame tra i componenti del gruppo. Uno dei lavori più belli della band, che non sfigura al confronto di capolavori come Crash e Before these crowded streets, usciti nella seconda metà degli anni ’90.
Dai concerti della Dave Matthews Band traspare un'autentica passione per la musica dal vivo. Scalette sempre diverse, sera dopo sera. Canzoni che cambiano forma di volta in volta, dando vita a lunghe jam session che arrivano a durare venti minuti. Non è un caso che le registrazioni più ambite dai fan siano proprio quelle dal vivo, ricche di perle eseguite raramente e di cover sorprendenti. Rapporto con i fan che è fondamentale per il gruppo americano: negli anni Matthews e compagni hanno stabilito un contatto importante con il nucleo storico di appassionati italiani. È anche merito dei ragazzi di Con-Fusion se la band è tornata a suonare in Italia dopo un’assenza di undici anni: il fan club, infatti, ha stoicamente portato avanti una petizione, poi inviata al management della DMB, per chiedere a gran voce un concerto.
La trionfale serata di Lucca è stata il primo risultato, grimaldello decisamente efficace che ha aperto una nuova fase della carriera del gruppo. E non è escluso che tra cinque anni Dave Matthews venga a raccontarci come ha fatto a spodestare U2, Rolling Stones e tante altre superband, prima in casa e poi in trasferta.
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