Ecco come lavorano i trafficanti di uomini

La polizia algerina smantella una delle più note bande specializzate
nella tratta di clandestini. Pagavano dai 3mila ai 4mila euro e
sbarcavano in Sardegna. Tre le rotte principali per attraversare il
Sahara

Una fuga rocambolesca, assieme all’inseparabile fratello, ma alla fine sono scattate le manette ai polsi del boss dei boss della tratta di esseri umani dall’Algeria all’Italia. Si chiama Ali Bin Zahwa e i gendarmi algerini lo hanno arrestato nella notte fra venerdì e sabato della scorsa settimana.

Prima che Zapatero adottasse la linea dura anti-clandestini indirizzava i suoi barconi soprattutto verso la Spagna. Ora una delle sue rotte preferite per i clandestini che volevano raggiungere l’Europa partiva dal porto di Annaba, 600 chilometri ad est di Algeri, quasi al confine con la Tunisia, per poi arrivare in Sardegna. Non è l’unica: dal Marocco gli immigrati illegali raggiungono ancora le isole Canarie o direttamente la Spagna. Dalla Tunisia e la Libia sbarcano sull’isola di Malta, Lampedusa e la Sicilia. Dall’Egitto, secondo il rapporto di agosto di «Save the children», è esploso l’arrivo di minori nel nostro paese. Nel 2008, dei 2646 minorenni giunti a Lampedusa, il 25% era costituito da ragazzini egiziani.
Lo sbarco in Europa è solo l’ultima parte del viaggio che in tutto costa dai 3 ai 4mila euro. I clandestini attratti dal miraggio dell’Occidente rischiano la vita per attraversare il Sahara dall’Africa centrale e partono dal Niger, il Mali, il Camerun, la Nigeria la Somalia o l’Etiopia, secondo percorsi ormai noti. Viaggi allucinanti, che durano mesi e vengono raccontati dai blog dei clandestini su internet. «Ho 26 anni sono laureato, ma non trovo lavoro. Cosa posso fare? – scrive un giovane algerino - Non mi resta che l’harga (l’immigrazione illegale in Europa, nda). Meglio finire in pasto ai pesci, che venire mangiato dai vermi nel mio paese. Lunga vita alla Francia, la Spagna e l’Italia».

Sulla disperazione campava Ali Bin Zahwa, 40 anni, che controllava il traffico di essere umani da Annaba, uno dei più grandi porti algerini. La gendarmeria l’ha scovato pochi giorni fa mentre stava organizzando l’ultima spedizione: una trentina di clandestini. In Algeria venivano segnalate partenze da Orano verso la Spagna, ma era meno nota la tratta del clan Zahwa diretta verso l’Italia. Sul blog dei clandestini c’è addirittura la testimonianza di un algerino che si è imbarcato in questa avventura. «Sono uno che ha seguito l’Harga da Annaba alla Sardegna – scrive l’immigrato illegale – Quando mi sento umiliato in Europa dico a me stesso: non c’è problema. Se in Algeria ci fosse stata una vita migliore non avrei mai lasciato il mio paese».
Le cronache del giornale arabo Sharq al-Awsat raccontano che i fratelli Zahwa avevano lasciato gli studi a 15 anni per scegliere la via del crimine. Ali Bin ha messo in piedi la banda più importante del paese nella tratta dei clandestini. Anche per l’Algeria è un business in pieno boom. Nel 2005, secondo i dati del governo, erano solo 335 gli immigranti illegali scoperti. Due anni dopo sono diventati 1600.Ed è solo la punta dell’iceberg. Nell’ottobre del 2008 il ministro per la Solidarietà, Djamel Ould Abbes, ha lanciato l’allarme invocando il pugno di ferro contro i trafficanti di uomini. Il clan Zahwa faceva arrivare i clandestini da paesi come il Mali, Niger, Camerun e Guinea. Attraversato il deserto nell’Algeria meridionale giungevano di nascosto fino nella capitale. Poi la banda li dirottava alla spicciolata su Annaba, dove partivano i barconi diretti in Italia. Ogni clandestino pagava per il viaggio verso l’Europa fino ad un massimo di 2500 euro. Proprio i contrasti sulla divisione del bottino avrebbero spinto alcuni membri del clan a collaborare con la gendarmeria.

Le tre principali rotte della disperazione dal continente nero passano per il Sahara centrale, orientale ed il Corno d’Africa. I clandestini che partono dal Niger, il Camerun e la Nigeria si imbarcano verso le isole Canarie, la Spagna o l’Italia da Marocco, Tunisia e Libia. Solo nel 2007 i marocchini, grazie ad un nuovo sistema di sorveglianza elettronica, stimano di aver contrastato l’arrivo in Europa di 100mila immigrati illegali. Dall’Africa sub sahariana, attraversando il deserto, i clandestini arrivano in Tunisia e Libia per sbarcare soprattutto a Malta, Lampedusa e Sicilia. Un’altra tratta terribile, che porta sempre in Italia, parte dal Corno d’Africa. Somali, etiopi ed eritrei cercano di raggiungere la Libia attraverso il Sudan.

Secondo uno studio delle Nazioni Unite la rotta più lunga, attraversando da sud a nord il Sahara, può costare fino a 3400 euro. Per la tratta terrestre i clandestini che giungono da paesi più vicini al Nord Africa sborsano in media dai 1000 ai 2000 euro. Poi sbarcare sulle Canarie costa 1500 euro ed attraversare il Mediterraneo fino in Italia anche 2000 euro.
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