Ecco la nuova tentazione del Pdl: creare una casa comune con l'Udc

Prima il programma poi le primarie. Il rinnovamento del Pdl parte dal basso. Alfano, già al lavoro, apre ai centristi. Anche Scajola preme: "Lavoriamo a una casa che riunisca tutti quelli che in questi anni
si sono allontanati". Scontro nel Fli: Urso apre, Bocchino e Granata si infuriano

Roma - "Si devono aprire le finestre per fare entrare un po' di aria fresca". Il proposito arriva da Angelino Alfano, fresco della nomina di segretario designato del Popolo della libertà. Silvio Berlusconi ha voluto dare il via a una stagione di rinnovamento che riformi il centrodestra e rilanci l'azione di governo. Dall'interno del Pdl Claudio Scajola propone di aprire anche all'Udc, mentre il finiano Adolfo Urso chiede un salto maggiore: una casa allargata anche al Fli. Per il momento, quel che è certo è la necessità di darsi delle regole. "Questa è una rivoluzione berlusconiana del partito - assicura Alfano al Corriere della Sera - quando Berlusconi decise di dar vita al Pdl insieme ad An, si predispose a una struttura articolata. Superata la fase fondativa su cui si reggeva la logica del triumvirato, non ha più ragione d'essere una divisione interna basata sul 70 per cento di Forza Italia e 30 per cento di An. Oggi è 100 per cento Pdl".

Prima le regole, poi le primarie. Alfano è già al lavoro per dare una forma nuova al partito, partendo dalla base. Quello che il ministro della Giustizia ha in mente è una casa comune in cui "chi dissente non deve andare via e chi assume decisioni deve farlo in modod tale  che tutti ci si possano riconoscere". Incassata la sconfitta alle amministrative, il Pdl è quindi pronto a ripartire. D'altra parte, un partito più organizzato può essere di beneficio sia al governo sia all'alleanza con la lega. E non solo. Alfano guarda ai centristi ancora con interesse: "Con l'Udc stiamo insieme nel Ppe, i nostri elettorati sono gemellati. Occorre lavorare per superare questa anomali. E non è affatto escluso che ci si possa riuscire".

Le spinte per un nuovo centrodestra arrivano da parte di tutto il partito. E non sono pochi quelli che guardano al partito di Pier Ferdinando Casini per un'eventuale alleanza. Il primo aspingere in questa direzione è l'ex ministro allo Sviluppo economico, Claudio Scajola, che in una intervista alla Repubblica invita addiruttura a buttare via il Pdl: "Dopo la sberla che abbiamo preso inventiamoci qualcosa di nuovo, costruiamo un percorso di lungo respiro". Per Scajola, infatti, Alfano deve "lavorare al vero partito dei moderati, una casa che riunisca tutti quelli che in questi anni si sono allontanati e che punti all’unità con chi oggi siede sui nostri stessi banchi al parlamento europeo". Nei confronti di Casini, è il ragionamento dell'ex ministro, sono stati commessi degli errori: "Ora dobbiamo tutti, noi e l’Udc, guardare lontano".

La posizione di Scajola non dispiace nemmeno alle colombe del Fli scontente della linea dura di Gianfranco Fini e Italo Bocchino. Premettendo la necessità di un "rinnovamento", Adolfo Urso vuole contribuire alla ricomposizione delle diverse aree che fanno riferimento al comune partito popolare europeo. Per il finiano, infatti, le riforme sono "la strada per riunire Pdl, Udc e anche Fli". Ma l'apertura della colomba non è certo piaciuta ai falchi. Sia Bocchino sia Fabio Granata ha subito chiuso la porta ad Alfano accusandolo di ordire un'operazione di facciata: "Futuro e libertà è nato con ben altre prospettive". In realtà, l'esperimento del Terzo Polo ha già dimostrato alle amministrative di non riscuotere i consensi sperati ma di rimanere fuori dalla maggior parte delle Giunte. 

Una frenata alla proposta di Scajola arriva anche dal capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che pone l'accento sulla differenza tra rinnovare e smontare il partito: "Certamente con l’Udc va riaperto il confronto avendo la consapevolezza che la ragione e il torto attraversano entrambe le parti. Anche noi certamente abbiamo commesso degli errori, ma a sua volta Casini da qualche tempo a questa parte ha anch’'egli partecipato al tentativo di 'pogrom' contro Berlusconi". Ma è proprio all'Udc che Cicchitto manda un chiari segnali ai centristi invitandoli a non dar via libera alla sinistra estremizzata per opportunismo di Bersani.

I proposititi che animano il Pdl sono unità e rinnovamento. C'è già chi parla di "cura Alfano". Mentre il ministro dell'Economia Giulio Tremonti non si sbilancia (si limita a nicchiare: cuius regio eius religio), Berlusconi gioca su due tavoli diversi: da una parte contribuisce alla "rinascita" del partito, dall'altra non trascura - anzi rilancia - di portare avanti l'azione di governo e le riforme che interesseranno l'ultima parte di legislatura. 

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