Ecco il Pagellone della tv: premio furbetto a Santoro, «divano d’oro» alla Parietti

7 Michele Santoro
Avrebbe voluto uscirsene dalla Rai con soldi e martirio. Il martirio politico non gli è riuscito e così è rimasto sull’uscio a dire: «Spingetemi, se no rimango». Si è massaggiato l’ego con la serata «globale» Rai per una notte, ma poi, di far da solo non se l’è sentita. Contrordine compagni. Per Paolo Bonolis, qualche anno fa, gli aculei di Antonio Ricci si erano inventati la definizione «The king of paraculs». Mutuabilissima... Non a caso, per trattare la sua «non uscita», ha scelto lo stesso agente di Paolo: Lucio Presta.
8,5 Lucio Presta
Presta e bene. L’agente delle star Lucio Presta traghetta i suoi divi da Canale 5 a Raidue, come un moderno Caronte. Però loro Stanno tutti bene. Presta è quello che riesce ad incarnare l’italianità al meglio. Trasversalissimo, è l’unico che ha serenamente trovato la terza via tra Rai e Mediaset, mentre altri si stanno ancora sfiancando in dilemmi morali.
8 Antonella Clerici
L’insospettabile ragazzona della porta accanto, in un attimo e dal suo pianerottolo, ha smontato anni di analisi televisive. Sanremo non è una roba da supereroi. Basta la proprietaria di una trattoria anni Cinquanta che serva buona pasta e buoni sughi.
5 Maria Luisa Busi
Bellissima, sexyssima, ganzissima è riuscita a trasformare un avvicendamento alla conduzione del Tg1 delle 20 in un caso politico. Issima...
6 Augusto Minzolini
Il direttore della Busi (e di tutto il Tg1), si è conquistato sul campo il premio «nervi d’acciaio», o «muro di gomma», per la calma da santone indiano con cui ha incassato attacchi di ogni tipo e da ogni parte. Teleratto incluso.
6,5 Maurizio Costanzo
Meriterebbe un premio sughero. Ha avuto perfino voglia di traslocare. Di tornare «a casa sua» (la Rai) e di ripartire da quel Bontà loro con cui cambiò la tv tanto tempo fa. Lo vedremo anche nelle Notti mondiali e ci domanderemo: «Ma in che anno siamo?».
7,5 Piero Chiambretti
A lui il premio «salto con l’asta». Da La7 a Italia Uno a Canale 5. Sarà la grande attesa della prossima stagione. Ma lui è sempre una grande attesa. E l’attesa non è mai delusa.
6 Aldo Busi
Vittima e carnefice dell’Isola dei famosi di Simona Ventura. A Busi e a tutti gli omosessuali dichiarati della tv, un premio per la battaglia vinta contro la discriminazione: ormai i gay stanno al piccolo schermo come la rucola stava alla Milano socialista. Ogni programma ne ha uno. Evviva.
10 José Mourinho
Il vero campione d’ascolti, il vero re dell’Auditel. Ha vinto qualsiasi cosa (in campo), ha comunicato come nessuno (dal gesto delle manette alle liti in conferenza stampa). Gli manca solo un Telegatto. E vorremmo dargli anche quello.
5 Alba Parietti
Il premio divano. Ha girato quelli di tutti i salotti televisivi. Richiestissima ovunque la signora: da Porta a porta a La pupa e il secchione.
8 Premium on demand
È la nuova scoperta per fuggire nell’oasi dei film e telefilm, lontano dai talk delle risse e dalle isole del turpiloquio. Cinquanta titoli di testa che partono quando vuoi tu. Unica avvertenza: non abusare per non isolarsi troppo.
8 Maria De Filippi
Ha avuto l’umiltà di mettersi in giuria in Italia’s Got Talent e di condividere la scena con Gerry Scotti. Poi ha avuto la genialiata di Uomini e donne «anziani». È l’unica rimasta a intercettare i fenomeni sociali. È l’unica che potrebbe ricompattare e far vincere il Partito democratico.
7,5 Mauro Marin
Grazie al macellaio veneto, abbiamo assistito al primo Grande Fratello leghista della storia del reality. Ed è stato anche il primo Grande Fratello dei «social network». Mario Marin ha sfruttato Facebook come Obama e come Obama ha trionfato. Pensare che il Grande Fratello potesse essere vinto da un veneto era come pensare che alla Casa Bianca potesse vincere un nero.
4,5 Monica Setta
È l’esemplificazione al contrario del detto «chi si accontenta, gode». Lei non si è accontentata e ora non gode. Aveva fatto un buon pomeriggio, aveva vinto contro i suoi detrattori, poi, con quelle dichiarazioni biliose contro Simona Ventura ha rovinato tutto. E con quel programma notturno in cui si è «drogata» di Fabrizio Corona è rimasta come Nina Moric: sotto al trucco, niente.
4,5 Raz Degan
Parla dei Misteri della Sacra Sindone o dei cerchi lasciati sui campi dagli ufo come fossero solo «fatti suoi». Anche a Ballando con le stelle ha funzionato di più il suo fissare in camera con quello sguardo vagamente strabico che il suo muovere d’anche. Il meglio di Degan? La Barale...
5 Maurizio Crozza
Solo se accompagnato. Non lasciatelo più solo in studio, non lasciatelo più Alive. È spento, scontato, in crisi. Sente l’esilio. Su La7 e nel Pd.
6,5 Gianluigi Paragone
Dovrebbe vincere il premio coraggio. Lo stesso che l’anno scorso sarebbe spettato ad Alessio Vinci che sembrava precipitato dalla luna a Matrix per caso. Invece, sia l’uno, sia l’altro, hanno dimostrato che c’è spazio anche se non si è Vespa o Santoro o Floris. Hanno cercato strade diverse, persino più civili se paragonati a qualcuno. E ci sono riusciti.
8 Piersilvio Berlusconi
Mettiamola così: tra il figlio di Murdoch e il figlio del Cavaliere, la sta spuntando il figlio del Cavaliere. Ha puntato la barra dritta sul digitale terrestre anche quando qualcuno increspava il sopracciglio. E alla fine ha avuto ragione. La tv del 2010, sarà la tv di Piersilvio.

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