«Ecco come risolvere l’emergenza casa»

«Sono anni che Veltroni trascina i problemi degli alloggi, come il residence Bravetta»

Rita Smordoni

Mauro Cutrufo, senatore della Dc, vicesegretario nazionale del partito di Gianfranco Rotondi, è il quarto esponente della Cdl a correre per la poltrona di sindaco di Roma. Nel programma di Cutrufo, molte le idee concrete. La rivalutazione del patrimonio artistico della città. Maggiori poteri al consiglio comunale ed ai municipi. Un commissario straordinario per la mobilità, che affidi ad una public company la realizzazione di 150 nuovi Km di metro. La libera circolazione di moto e motorini sulle corsie preferenziali. E l’assessorato per la valorizzazione dell’identità cristiana.
I sondaggi dell’Unione qualche tempo fa davano la Dc a Roma ferma all’uno per cento. Come stanno le cose?
«A me risulta da altri sondaggi più verosimili, invece, che saremmo al 7 per cento. A sinistra fanno sempre il gioco della propaganda, accusano Berlusconi di utilizzare queste armi, quando sono loro che le hanno inventate e le usano senza scrupoli. Il popolo della sinistra è un po’ sempliciotto, questi sondaggi servono a rassicurarlo».
Le parole del Papa stanno mettendo in seria difficoltà la coscienza dei cattolici nell’Unione. Sui Pacs, ad esempio, la Margherita comincia a prendere sul serio le distanze...
«Ora che si avvicina il giudizio elettorale, la Margherita, che ha capito di essere soffocata dalla macchina da guerra della sinistra, cerca di salvarsi l’anima gli ultimi 10 giorni. Ma da sola non può fare niente. Lo stesso vale per l’Udeur, un partito debolissimo, con cui si potrebbe aprire un discorso serio, in chiave di alternativa alla sinistra. Ma solo dopo le elezioni».
A Roma l’Udeur ha puntato su Verzaschi. Un compito difficilissimo: conciliare le convinzioni cattoliche con l’apparentamento a Bertinotti e Diliberto.
«Verzaschi è un bravo ragazzo, che ha voluto troppo in pochissimo tempo e insegue una sua personale chimera. A Roma rappresenta solo un gruppo di amici».
Ad uno come lei, che ha passato una vita nella Dc, farà un certo effetto leggere sui giornali che D’Alema e De Mita guidano la lista dell’Unione in Campania.
«De Mita è capace di tutto se trova convenienza. Se ora va d’accordo con D’Alema non mi stupisce. Anche se quest’ultimo è dell’attuale generazione, l’altro di quella passata».
Tornando a Roma, la Dc pesca nello stesso bacino di Udeur e Margherita. Che cosa dovrebbe spingere l’elettore a preferire voi?«
«Noi vogliamo rifondare la Dc, non è uno scherzo. Invece Dl e Udeur portano l’elettorato in braccio ai Ds, come partiti subalterni. Non hanno un pensiero forte, con cui costruire un futuro partito del 20 per cento, mentre invece insieme possiamo farcela».
A Roma tiene banco l’emergenza casa. Dallo sgombero del Residence Roma alle okkupazioni di Action, è una guerra ad oltranza.
«Sono anni che Veltroni si trascina questi problemi, quello del Residence Bravetta dura addirittura da 15 anni. Al di là delle emergenze, però, il problema casa si può risolvere attraverso una società mista pubblico-privata denominata Casa Affitti». Sarebbe?
«Una società mista fra Comune ed investitori bancari ed immobiliari, con un fondo di solidarietà attraverso la dismissione delle case popolari a prezzo politico. A cominciare dal patrimonio Ater. Le entrate nelle casse del Comune permetterebbero di costruire altre case. Casa Affitti sarebbe il mediatore di garanzia sul mercato, assicurando al proprietario il rilascio della casa dopo 4 anni e ottenendo in cambio la riduzione del 20-25 per cento del canone».

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