Alibaba ancora nel mirino, ora la Cina smembra Alipay

Pechino vuole che l'app di Ant separi i prestiti e consegni i dati degli utenti a una joint venture

Alibaba ancora nel mirino, ora la Cina smembra Alipay

Troppo grande e troppo potente per il governo cinese. Per ridimensionare il colosso dell'e-commerce Alibaba, Pechino vuole smembrare Alipay. Ossia l'app da oltre un miliardo di utenti di proprietà del gruppo Ant di Jack Ma, che è il fondatore di Alibaba. L'indiscrezione è del Financial Times e Alipay non ha nè confermato nè smentito. Il gruppo dovrebbe dunque creare un'app separata per l'attività dei prestiti, su ordine dei regolatori cinesi.

Del resto il governo ha già ordinato alla fintech di separare il back-end delle sue due attività di prestito, Huabei (simile a una carta di credito tradizionale) e Jiebei (che concede piccoli prestiti non garantiti), dal resto delle sue offerte finanziarie, coinvolgendo azionisti esterni. Il piano richiederebbe inoltre ad Ant di consegnare i dati degli utenti a una nuova joint-venture di valutazione del credito che sarebbe in parte di proprietà statale, almeno secondo fonti vicine al dossier. Una notizia che ha avuto un contraccolpo in Borsa sui titoli delle aziende tech a Hong Kong e sopratutto su Alibaba scesa di quasi il 6%.

L'ordine è arrivato nell'ambito della stretta avviata dall'ex Celeste Impero contro le aziende tech, con la quale il presidente Xi Jinping tenta di frenare «la crescita indisciplinata» dei giganti della tecnologia. Alipay, oltre alla Cina, è presente anche in altre nazioni asiatiche inclusa l'India.

«Il governo crede che il potere di monopolio delle big tech derivi dal loro controllo dei dati», ha detto al quotidiano londinese una fonte vicina ai regolatori finanziari asiatici. La stretta cinese nei confronti del settore tech è iniziata nel novembre scorso, quando il governo ha ordinato la sospensione del debutto in Borsa, che era stato stimato in 37 miliardi di dollari, di Ant dopo che il fondatore Ma aveva criticato il governo di Pechino, dicendo che voleva soffocare l'innovazione. La reazione non si è fatta attendere così l'impero commerciale di Ma è finito nel mirino del governo con la scusa di rafforzare la sicurezza dei dati. Invece l'intento sarebbe di voler controllare il settore per evitare che diventi troppo indipendente. Tanto che lo scorso aprile Alibaba ha ricevuto addirittura una maxi-multa dall'Antitrust cinese per abuso di posizione dominante anche se il fondatore Ma è da tempo lontano dai riflettori. Alipay è la più grande piattaforma di pagamenti digitali della Cina con numeri extralarge: oltre al miliardo di utenti, 80 milioni di commercianti usano la piattaforma che nel 2020 ha prodotto pagamenti pari a 15 miliardi di euro.

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