Alitalia è a secco: "Stipendi a rischio"

Il commissario Leogrande avverte i sindacati. La nuova compagnia va al nodo Ue

Ci sono due Alitalie parallele, e per entrambe il percorso è irto di difficoltà: da una parte c'è l'Alitalia in procedura fallimentare, quella che continua a volare, per la quale il commissario straordinario sollecita fondi governativi: la cassa si sta svuotando e, in un futuro non lontano, saranno a rischio gli stipendi. L'altra Alitalia, quella nuova, è Ita, oggi start-up leggera che nelle intenzioni dovrà acquisire gli asset in mano al commissario e proseguire l'attività evitando però «continuità»: così chiede l'Europa. Ita ha predisposto un piano industriale che potrà essere varato solo dopo aver ottenuto il via libera della Commissione europea, attenta a verificare che i 3 miliardi promessi dal governo per nazionalizzare la compagnia non abbiano le caratteristiche degli aiuti di Stato. A Bruxelles c'è un altro tavolo: quello che deve decidere se i prestiti ponte, che ammontano a 1,3 miliardi più interessi, siano essi stessi aiuti di Stato, con ricadute importanti per l'avvio di Ita, che rischierebbe di trovarsene gravata.

Il commissario Giuseppe Leogrande (in foto) l'altra sera ha chiamato a raccolta i sindacati. Lanciando un allarme liquidità e sottolineando quanto sono urgenti i 77 milioni già stanziati ma non ancora versati. La situazione critica si è manifestata già a dicembre con un ritardo nel pagamento degli stipendi. Il commissario è la figura che mantiene in vita la compagnia e la sua attività, ma i costi erodono inesorabilmente le disponibilità di una società che nei primi nove mesi del 2020 ha perso 2,2 miliardi di ricavi. I 77 milioni attesi sono l'ultima tranche dei 350 previsti dal decreto Rilancio per tamponare i danni Covid. Due assegni, da 199 e da 73 milioni sono già stati staccati. Ricordiamo che tenere in attività la compagnia comporta costi vivi valutabili fra i 40 e i 50 milioni al mese.

Ita, guidata da Fabio Lazzerini e Francesco Caio, è in predicato di rilevare brand, parte degli aerei, diritti, metà del personale, organizzazione dall'amministrazione straordinaria; ma ha due vincoli europei molto insidiosi: deve farlo in «discontinuità» e a condizioni di mercato, condizioni essenziali per non incorrere negli aiuti di Stato né per i 3 miliardi di capitale né per il prestito ponte. Non facile mettere in pista una flotta con la stessa livrea Alitalia e dimostrare che non c'entra niente con l'Alitalia del passato. Il piano industriale sta seguendo il suo iter alla Camera, dove sono in calendario vari incontri, mentre la Commissione europea, con decine di osservazioni e domande, si appresta a essere un interlocutore puntuto: in una lettera inviata al governo italiano in nome della discontinuità sollecita, tra l'altro, una gara trasparente, cessione di slot, vendita a terzi di handling e manutenzione e del programma Mille Miglia. Il commissario, da parte sua, smentisce singoli bandi per vendere il marchio o singoli asset, sottolineando la volontà di preservare l'insieme. Niente spezzatino. Sulla vicenda ieri si è registrata la preoccupazione di molte voci del mondo sindacale e politico. Mariastella Gelmini, capogruppo di FI alla Camera, ha rilevato «la totale assenza di politica industriale», dicendosi preoccupata per la «confusa transizione dal commissariamento a una società pubblica».

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Commenti

tatoscky

Gio, 14/01/2021 - 10:06

Deve, finalmente, fallire, gli Italiani hanno già messo troppi soldi in questo pozzo senza fine.

Angelo664

Gio, 14/01/2021 - 10:33

Ignobile mangiatoia da chiudere immediatamente, andava già' fatto 10 anni fa.

toni175

Gio, 14/01/2021 - 10:39

Perché L'Alitalia non ci fa sapere quanto sono costati i permessi sindacali ai vari piloti ed equipaggi vari? Forse capiremo il suo fallimento.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 14/01/2021 - 11:30

QUanti risparmi se l'avessero fatta fallire parecchi anni fa. Ente più dannoso che inutile.

TitoPullo

Gio, 14/01/2021 - 11:35

Basta con 'sta "cloaca" chiamata Alitalia!Bastaaaaaaaaaaaaaaaa !!

Ritratto di Flex

Flex

Gio, 14/01/2021 - 11:43

Una compagnia fallimentare che non ha senso di esistere a carico dei cittadini o si mantiene col mercato oppure deve chiudere anzi avrebbe dovuto chiudere già da un paio di decenni.

necken

Gio, 14/01/2021 - 13:04

è un carrozone inutile, non serve al Paese, mettete all'asta arei, immobili e slot. Ormai i turisti che voglio venire in Italia usano altri vettori cosi come il businness

Gibulca

Gio, 14/01/2021 - 17:22

Alitalia funziona coi soldi dei contribuenti soprattutto nordisti a uso e consumo dei fannulloni romani. E' una indecenza senza fondo. Fatela fallire e mandate i dipendenti a lavorare seriamente. E abbassate le tasse alle migliaia di imprese italiane, soffocate dai balzelli

Ritratto di giangol

giangol

Gio, 14/01/2021 - 19:12

Ci pensano le risorse tranquilli