Altro che Jobs act, la disoccupazione sale ancora

Si sgonfiano gli slogan e gli annunci del premier. La disoccupazione sale al 13%, mentre quella giovanile vola al 43,1%

Altro che Jobs act, la disoccupazione sale ancora

Altrop che Jobs act. A marzo il tasso disoccupazione è salito ancora. Dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio e la lieve crescita a febbraio, il dato calcolato dall’Istat è cresciuto di altri 0,2 punti percentuali, arrivando al 13,0%. Si tratta del livello più alto dal 13,2% di novembre scorso. I senza lavoro, aumentano su base mensile dell’1,6%: a spasso ce ne sono 52mila in più. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è cresciuto del 4,4% (+138 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,5 punti. Numeri impugnabili che smontano gli slogan e gli annunci di Matteo Renzi che sulla riforma del lavoro ci ha messo la faccia promettendo agli italiani miracoli.

Anche il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è pessimo. A marzo la quota di giovani disoccupati è pari al 43,1%, in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Anche in questo caso si tratta di un record negativo: secondo l'Istat, si tratta della crescita più alta da agosto. Insomma, una falsa partenza per il Jobs act. Il contratto a tutele crescenti che ha cancellato gli eccessivi vincoli previsti dall'articolo 18 è entrato in vigore lo scorso 7 marzo, ma non ha abbattuto il tasso di disoccupazione. Anzi, proprio a marzo i senza lavoro sono tornati a crescere. Questo dimostra che la riforma del mercato del lavoro tanto sbandierata a destra e a manca da Renzi è vuota e, quindi, inutile. Dopo il calo del mese di febbraio, a marzo gli occupati diminuiscono dello 0,3% (-59 mila) rispetto al mese precedente, tornando sul livello dello scorso aprile. Il tasso di occupazione, pari al 55,5%, cala nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a marzo 2014, l’occupazione è in calo dello 0,3% (-70 mila) e il tasso di occupazione di 0,1 punti.

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