Anche Buzzi dice addio alle azioni di risparmio. Chi resta nella pattuglia

Bene il titolo in Borsa, gli analisti: "Più facili le alleanze". Ora occhi puntati su Telecom

Titoli in via di estinzione. Le azioni risparmio, un tempo predilette dai cassettisti, perché garantivano un rendimento maggiore rispetto ai titoli ordinari a fronte dell'assenza del diritto di voto, stanno rapidamente scomparendo dal listino di Piazza Affari.

Ieri è stata la volta di Buzzi Unicem che ha annunciato la conversione dei titoli risparmio sulla base di un rapporto pari a 0,67 azioni ordinarie per ciascun titolo di risparmio. La società attiva nel settore del cemento ha poi previsto, al completamento dell'operazione, la distribuzione di un dividendo straordinario di 0,75 euro per azione per ogni azione ordinaria esistente o di nuova emissione, con un esborso massimo complessivo di 144, 1 milioni. Tra rapporto di conversione e dividendo agli azionisti risparmio di Buzzi Unicem è stato riconosciuto un premio pari al 22,7% (18,3% extra dividendo) o del 24,11% sul prezzo medio degli ultimi tre mesi (pari al 19,7% senza il dividendo).

In Piazza Affari i titoli risparmio di Buzzi Unicem hanno preso il volo tanto da chiudere la seduta a 13,82 euro, in rialzo del 18,7%. Anche gli analisti plaudono. La conversione, infatti, come hanno ricordato gli analisti di Equita (che hanno alzato il target dell'1% a 24,5 euro sulle azioni ordinarie e del 17%, a 16,4 euro sulle risparmio), semplifica e razionalizza la struttura di capitale di Buzzi, riduce gli adempimenti societari e i costi connessi all'esistenza di azioni di differenti categorie. Mediobanca invece ha sottolineato come la struttura dell'operazione sia «quasi identica» a quella annunciata solo due settimane fa da Danieli. Gli analisti di Piazzetta Cuccia, hanno aggiunto come la conversione «renda più semplice la realizzazione di un possibile accordo di M&A nel medio termine». E il trend sembra destinato a proseguire. Le azioni di risparmio, complice la generalizzata stretta delle società sulla distribuzione dei dividendi anche per fare fronte alle crisi che si sono succedute dopo il fallimento di Lehman Brothers, hanno perso fascino.

In Piazza Affari sale quindi l'attenzione sugli ultimi titoli risparmio highlander rimasti. A iniziare da Tim, su cui ciclicamente si diffondono indiscrezioni di una imminente conversione tra i principali obiettivi del fondo Elliott. Tra i sopravvissuti ci sono anche i titoli risparmio di Edison, Saes Getters e Intek, i cui azionisti, i cui sono rimasti a bocca ma non smettono di sperare, oltre a Isagro, Borgo Sesia, Salini Impregilo e Banco Desio. Si è infine da poco conclusa la conversione obbligatoria dei titoli risparmio in azioni privilegiate di Banco di Sardegna.

Gli azionisti di maggioranza, per mantenere salda la presa sulle assemblee, hanno oggi a disposizione metodi più efficienti. Come spostare le sedi legali in Olanda dove il voto plurimo per le società quotate è pienamente consentito. In attesa che questa strada sia aperta anche dal nostro ordinamento dopo che, la scorsa estate, era stata accennata questa possibilità nelle bozze del decreto Rilancio. Il nostro ordinamento prevede solo (articolo 127 quinquies del Tuf), il voto maggiorato: una sorta di «premio fedeltà», fino a un massimo di due voti per azione.

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