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Economia

Arriva lo "stress" da Fisco: due settimane da inferno

Il Fisco, finita l’estate, torna a bussare alla nostra porta. Da mercoledì prossimo i contribuenti italiani dovranno confrontarsi con ben 270 scadenze

Con le manette da innocenti. Ecco il nuovo Fisco del 2020

Quando ormai l’estate sembra salutarci, ecco che arrivano due settimane di inferno. E il termometro economico sale. Sotto i riflettori c’è il fisco. E non è una buona notizia. Da mercoledì prossimo fino a fine mese gli italiani dovranno districarsi tra una vera e propria giungla fiscale costituita da ben 270 scadenze. Si tratta di pagamenti, comunicazioni, adempimenti, ravvedimenti operosi, dichiarazioni e istanze da presentare all’erario. A segnalarlo è la Cgia di Mestre. "A chiederci il conto ci penseranno, in particolar modo, l’Iva, i contributi previdenziali, l’Ires, l’Irap e il saldo/acconto Irpef (queste ultime per coloro i quali hanno optato per la rateizzazione). La giornata più difficile sarà il prossimo 16 settembre quando il fisco ci chiederà 187 versamenti e la presentazione di 2 comunicazioni e di 3 adempimenti", spiegano dal centro studi.

Tasse, cartelle e pagamenti: come "sfruttare" la tregua del Fisco

"Da mercoledì prossimo - afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo - scatterà una vera e propria maratona fiscale. Per 15 giorni non avremo tregua e le imprese, in particolar modo quelle di piccola dimensione, saranno sottoposte a un forte prelievo. Il groviglio di scadenze tese dall’erario non ci lascerà scampo e in attesa della semplificazione fiscale e del tanto agognato taglio delle tasse, l’unica certezza su cui potremo contare è che ancora una volta dovremo mettere mano pesantemente al portafoglio".

Sono complicazioni. Problemi fatti di cavilli burocratici e voci di spesa. Qualcosa, insomma, che non farà dormire sonni tranquilli ai contribuenti tartassati e spesso sull’orlo di una crisi di nervi innescata dalla crisi economica da coronavirus. La Cgia fa notare che la necessità di avere un sistema fiscale più semplice, meno esoso e più giusto è ormai avvertito da tutti. Soprattutto dai leader politici nazionali, anche se in questi ultimi 20 anni alle promesse non sono seguiti i fatti.

"Solo con un drastico taglio delle tasse e una forte iniezione di liquidità - dichiara il segretario Renato Mason - possiamo aiutare concretamente il mondo delle micro e piccole imprese. Altrimenti, rischiamo una moria senza precedenti che desertificherà tantissime zone produttive e altrettanti centri storici sia di piccole che di grandi città, minando la coesione sociale che in questo Paese è il pilastro su cui si basa la nostra economia. Per evitare tutto questo, però, bisogna intervenire rapidamente. Tanti artigiani e piccoli commercianti sono allo stremo e possono ancora risollevarsi se saremo in grado di dare a loro delle risposte in tempi ragionevolmente brevi. Ovvero, consentendogli di pagare molte meno tasse, di avere una burocrazia meno oppressiva e di disporre di risorse finanziarie sufficienti per superare questa situazione di grave difficoltà".

Le "maxi rate" delle tasse: come si pagano adesso

Tra i 187 versamenti da onorare entro mercoledì prossimo (16 settembre), 13 sono quelli che sono stati sospesi in questi ultimi mesi a seguito del Covid. Si ricorda che con il decreto Agosto (in fase di conversione di legge) è prevista un’ulteriore parziale proroga per queste 13 scadenze secondo le seguenti modalità: il 50% del dovuto si può versare in un’unica soluzione entro il 16 settembre o in 4 rate mensili di pari importo (di cui la prima il 16 di settembre). Il restante 50% del dovuto si può rateizzare al massimo in 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata a partire dal 16 gennaio 2021.

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