Assegno unico: occhio ai pagamenti. Cosa può succedere

Il Coordinatore nazionale della consulta dei Caf è molto chiaro: "Entro tre mesi i soldi saranno finiti". Rischiano anche i tempi previsti per il pagamento

Assegno unico: occhio ai pagamenti. Cosa può succedere

C'è attesa per l'assegno unico, provedimento messo a punto dal governo per aiutare le famiglie che entrerà in vigore dal prossimo mese di marzo 2022. Prima ancora della sua attuazione, tuttavia, sarebbero già emerse delle problematiche.

Dalla data stabilita, infatti, nelle buste paga dei genitori non saranno più inserite le detrazioni relative ai carichi di famiglia, ma non è affatto detto che allo stesso tempo arriverà anche l'assegno unico, che va da 50 a 175 euro per ogni figlio. Le tempistiche potrebbero non essere proprio le stesse, ed è qui il problema. Giovanni Angileri, Coordinatore nazionale della consulta dei Caf, non ha problemi ad affermare che "per le domande che saranno presentate entro fine febbraio, bene che andrà l’assegno sarà pagato nella prima metà di aprile".

Problemi con i tempi e con le risorse a disposizione

Non è una procedura semplice quella del passaggio dalle detrazioni in busta paga all’assegno unico per i figli, anche perché il nuovo provvedimento sarà elargito solo a quei nuclei familiari che presenteranno domanda all'Inps dal prossimo mese. Una volta partita la richiesta, l'ente avrà 60 giorni di tempo per esaminare la richiesta e procedere: in poche parole, prima si invia la domanda, prima avverà la verifica e sarà elargito l'assegno.

Per presentare la richiesta, tuttavia, serve l'Isee aggiornato, condizione ora fondamentale per accedere al pieno contributo: l'Isee potrà essere richiesto solo dal primo gennaio 2022. Insomma, il problema tempo c'è eccome.

"Stiamo negoziando con l’Istituto di previdenza la nuova convenzione per il biennio 2022-2023", precisa poi Giovanni Angileri, come riportato da Il Messaggero. "Ma le risorse sono insufficienti. Il finanziamento disponibile è di 117 milioni di euro, quanto basta per erogare 7,5 milioni di Isee", aggiunge. Le famiglie che faranno richiesta dell'assegno unico, stando alle stime, dovrebbero però essere circa 7 milioni, oltre a coloro che normalmente hanno necessità di ottenere la certificazione. Il Coordinatore nazionale della consulta dei Caf è lapidario: "Entro tre mesi i soldi saranno finiti".

La relazione in esame

Cosa potranno fare i contribuenti? Molti dovranno pagare il rilascio dell'Isee, che a prezzo di mercato dovrebbe avere un costo di circa 25 euro. In Parlamento già si parla di emendamenti finalizzati a stanziare circa 30 milioni di euro per i Caf proprio per correggere questa problematica. Secondo la relazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato, arrivata sul tavolo della Commissione Affari sociali della Camera, sono almeno 7 milioni le famiglie che faranno richiesta dell'assegno unico, con 9,6 milioni minori e 1,4 milioni di giovani di età compresa tra i 18 e i 21 anni.

C'è poi quella fascia di famiglie che non avrà alcun beneficio dall'assegno, circa 2,4 milioni. Si parla di una platea che "registrerebbe una perdita contenuta": un totale di 400 mila nuclei familiari che in parte sarebbero compensati da una maggiorazione temporanea prevista per chi ha un Isee inferiore a 25 mila euro. La maggiorazione, tuttavia, comincerà a ridursi già dal 2023, per poi sparire del tutto nel 2025.

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