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Banco Bpm fa il pieno di profitti. E apre la strada a nuovo shopping

Castagna: "Nella posizione migliore per il risiko"

Banco Bpm fa il pieno di profitti. E apre la strada a nuovo shopping
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Banco Bpm ha chiuso il primo trimestre dell'anno con un utile di 480 milioni, in calo del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 e in crescita del 15% rispetto al trimestre precedente. Il risultato, si legge in una nota, "è superiore del 7% rispetto al consensus di mercato e in linea con gli obiettivi di piano".

L'istituto guidato da Giuseppe Castagna (in foto) conferma, dunque, "la fiducia nella capacità di distribuire un dividendo per azione di 1 euro anche nel 2026", con "un dividend yield pari all'8" e sottolinea come la "traiettoria" espressa dai risultati sia "coerente con il target di utile netto 2,15 miliardi nel 2027".

L'ad Castagna in conference call con gli analisti ha spiegato come "il fattore chiave sia il contributo derivante dallo sviluppo delle fabbriche prodotto". Quanto a possibili acquisizioni, "siamo nella migliore posizione per catturare le opportunità in caso di un ulteriore consolidamento del mercato sia nel caso di piccole che di grandi operazioni che possono coinvolgere altre banche o fabbriche prodotto", ha spiegato. In merito a un'operazione con Mps o Credit Agricole, Castagna ha detto che "non abbiamo priorità" ma che tutto dipende dalle "opportunità".

Tornando a conti, la redditività ha caratterizzato il 2025, viene sottolineato dalla banca, "dovrebbe consentire anche nel 2026 di superare il risultato ante imposte previsto nel piano strategico, contribuendo così a mitigare l'impatto delle modifiche della normativa fiscale incluse nella Legge di bilancio 2026". Confermata quindi la direzione che prevede utili cumulati superiori ai 7,7 miliardi di euro nel periodo 2024-2027, "e, di conseguenza, gli obiettivi di distribuzione delineati dal management", pari a oltre 6 miliardi, "nonostante i venti contrari fiscali e gli oneri sistemici", prosegue la nota sui risultati. Nel trimestre i ricavi del Banco sono saliti a 1,53 miliardi, in crescita del 3,6% sullo stesso periodo del 2025, grazie alla spinta delle commissioni (+19,2% a 708 milioni) che ha più che compensato la flessione del margine di interesse (-8% a 751 milioni). L'aumento dei costi operativi, saliti del 4,5% a 674,4 milioni, è "riconducibile esclusivamente all'inclusione di Anima" mentre le rettifiche sono aumentate del 10% a 78 milioni.

Al 31 marzo 2026, l'esposizione del gruppo in titoli di debito sovrani ammonta complessivamente a 42,7 miliardi, in crescita rispetto ai 39,3 miliardi al 31 dicembre 2025.

Tale esposizione si riferisce per circa il 94% a titoli emessi da Paesi della Ue e per circa il 45% (19,24 miliardi di euro) dall'Italia.

In Piazza Affari il titolo del Banco ha chiuso la seduta di ieri mettendo a segno un rialzo dell'1,32% a 12,3 euro.

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