Il valore di Bff Bank si è dimezzato ieri in Borsa. all'indomani dell'affiancamento del consiglio di amministrazione deciso da Bankitalia, con il titolo che arriva a perdere oltre il 60% in giornata per poi chiudere con un crollo del 54%, riducendo la capitalizzazione a circa 320 milioni contro i 2 miliardi di due anni fa. Una reazione violenta del mercato che non è stata contenuta neppure dalla conference call straordinaria del Ceo Giuseppe Sica (in foto), chiamato a rassicurare gli analisti dopo la nomina dei commissari Raffaele Lener e Francesco Fioretto e i rilievi sul sistema dei controlli interni e sulla contabilizzazione degli interessi di mora nel business del factoring.
Sica ha cercato di rassicurare sulla tenuta dei conti spiegando che "non condivido la valutazione per cui stiamo perdendo l'accesso al mercato" e che "ci sono molti modi per creare capitale: dobbiamo valutare il pieno impatto della lettera che abbiamo ricevuto", ricordando come nel 2025 sia stato recuperato "il 50-60% dei nostri past due" e che questa resta "una soluzione semplice" nel caso in cui la banca dovesse finire sotto pressione. Il manager, arrivato a febbraio dopo il passo indietro di Massimiliano Belingheri, ha inoltre chiarito che "non voglio uscire con un bilancio dove ci sono ancora rilevanti fattori di incertezza" e che "il nostro obiettivo è fare chiarezza entro il 30 aprile", data prevista per la pubblicazione dei conti.
Sul fronte patrimoniale, pur ammettendo che "la catastrofe purtroppo si è già pienamente materializzata", Sica ha escluso aumenti di capitale immediati spiegando che "ci sono opzioni molto più semplici", come "una cartolarizzazione" o la possibilità di "trovare un partner per questo portafoglio", sottolineando di dover prima valutare "le implicazioni per il
valore del business". Intanto anche i bond At1 scendono e arrivano i downgrade degli analisti, mentre Bnp Paribas supera il 3% del capitale con una quota del 3,64%, precisando che si tratta di normale attività di trading.