Avete notato questi errori...? Come "ribaltare" una bolletta

Se si riceve una bolletta con una lettura più alta di quella sul contatore è possibile richiedere la rettifica e vedersi restituire l'importo errato

Saper leggere la bolletta è fondamentale per capire se quanto si sta pagando sia corretto. Di norma il contatore registra i nostri consumi di luce e gas e, quindi, tra lettura automatica del fornitore o l'autolettura effettuata dall'utente è difficile che gli importi indicati siano sbagliati.

Eppure gli errori ci possono essere e per verificarli è importante imparare a leggere quanto riportato in fattura dalla società con cui si è firmato il contratto. In un precedente articolo de IlGiornale.It abbiamo parlato di come leggere la bolletta mentre oggi analizziamo come richiedere la rettifica degli importi richiesti dal fornitore se questi risultano errati.

Cosa è la rettifica e cosa comporta

Si tratta di una procedura prevista dal codice di condotta commerciale per la vendita di energia elettrica e gas.

A seconda del fornitore con cui si è sottoscritto il contratto per la fornitura di luce o del gas, le modalità per richiedere la rettifica possono variare. Quasi tutte le società oramai hanno un sito web da cui è possibile accedere alla propria pagina cliente dove l'utente può leggere la propria bolletta ed effettuare una serie di richieste tra cui la rettifica.

Questa procedura è valida, però, esclusivamente per le fatture con lettura stimata, per quelle per cui non è stata effettuata l'autolettura o non si è avuta la lettura da parte del tecnico del distributore. Attraverso la rettifica sarà possibile ottenere il rimborso dell'importo versato in eccesso presente sulla bolletta.

Come funziona

Per prima cosa occorre ricordare che la richiesta di rettifica può essere inoltrata indipendentemente dalle modalità di fatturazione (bolletta cartacea o fatturazione elettronica) e di pagamento (bollettino postale, bonifico, carte elettroniche o domiciliazione bancaria).

Gli errori più comuni in bolletta sono:

  • la richiesta di pagare una bolletta già pagata
  • l'addebito di servizi non richiesti
  • l'addebito di una somma maggiore rispetto a quella dovuta
  • la cosiddetta doppia fatturazione, cioè l'addebito di una doppia bolletta da fornitori diversi riferita allo stesso periodo

Il cliente ha il diritto di contestare gli importi tramite la propria pagina personale sul sito della società fornitrice o, se non si dispone di un account, la richiesta di rettifica può essere inviata tramite posta raccomandata. Nella richiesta scritta è preferibile indicare un'autolettura in modo che il venditore possa verificare più efficacemente la correttezza dei consumi addebitati.

La risposta deve arrivare entro 40 giorni di calendario dalla data in cui il venditore ha ricevuto la richiesta. Nel caso in cui questo termine sia superato il cliente non acquisisce automaticamente il diritto al risarcimento ma bisogna rivolgersi all’Arera (Autorità di Regolamentazione per Energia, Reti e Ambiente) per l’avvio di un procedimento finalizzato a sanzioni amministrative nei confronti della parte inadempiente.

Per maggiori informazioni sulla rettifica bolletta luce clicca qui per il sito Arera

Per maggiori informazioni sulla rettifica bolletta gas clicca qui per il sito Arera

Quando la società riceve una richiesta ha l’obbligo di accertare che i consumi riportati in bolletta siano corretti e inviare una risposta motivata con tutte le spiegazioni del caso. Nel momento in cui viene accertato l’effettivo errore nel calcolo la società procederà con la rettifica e il conseguente accredito della somma in eccesso. In questo caso il venditore, tra le informazioni riportate, dovrà elencare:

  • gli estremi del riferimento al reclamo
  • l'eventuale nominativo e il riferimento del venditore incaricato di fornire altri chiarimenti
  • le condizioni della fornitura
  • il calcolo effettuato per l’eventuale rettifica

Ottenuta la rettifica il rimborso dovrebbe essere effettuato con la bolletta successiva. Nel caso ci fossero stati dei ritardi l'utente ha diritto ad un indennizzo di:

  • 20 euro se risposta del venditore è arrivato oltre il doppio del termine dei 40 giorni
  • 40 euro se si è superato il doppio del tempo massimo
  • 60 euro se si è superato di tre volte il tempo massimo
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