Borsa: se non scende allora sale. E basta che non vada in orizzontale

Le direzioni del mercato non sono due ma ce n’è una terza, molto importante: l’orizzontalità. Nota anche come congestione rappresenta lo stato in cui il mercato passa il 70% del tempo

Borsa: se non scende allora sale. Basta che non vada in orizzontale

Un segnale di analisi tecnica se non funziona deve essere preso nella direzione opposta. È una dei pilastri dell’intera analisi tecnica. In sostanza ti dice che se il mercato deve salire ma non sale allora scende. Banalità? Non tanto perché ricordatevi che le direzioni del mercato non sono due ma ce n’è una terza che è molto importante, anzi la più importante di tutte: l’orizzontalità. L’orizzontalità, o meglio conosciuta come congestione, rappresenta lo stato in cui il mercato passa il 70% del tempo.

Il resto è rialzo o ribasso. Fatta questa premessa se consideriamo il nostro indice Ftse All Share possiamo dire che si sta muovendo dentro una congestione di breve periodo poco sotto i massimi del febbraio 2020 ed è soggetto alla stagionalità dell’adagio “Sell in May and Go Away”. Ma la domanda delle cento pistole oggi come oggi è una sola: cosa succede se il doping fiscale e monetario della pandemia facesse sì che i mercati siano spinti dall’altra parte? Beh allora si può dire tutto eccetto una cosa: boom ! La stagionalità quando è negata deve essere presa nel senso inverso, un po’ come il Sequential di Thomas Demark che è appunto uno strumento di tipo ciclico.

Il Sequential, che incombe minaccioso sul nostro indice, come abbiamo scritto nelle settimane scorse, non ti dice che il mercato crolla, ti dice semplicemente che secondo il calcolo della stagionalità deve succedere qualcosa. Ma quel qualcosa non necessariamente è al ribasso, potrebbe anche essere una esplosione al rialzo. Il ciclo è un conteggio che si ripete ogni anno in un determinato verso ma se non si manifesta come ci si aspetta viene preso nella direzione opposta.

Se anche il breadth del mercato italiano langue sempre e non si vedono movimenti particolari dobbiamo però riconoscere che alcuni titoli stanno sgroppando alla grande e in una modalità di breakout (trend following) possono essere dei cavalli vincenti.

AZIONI UNIEURO (isin IT0005239881): Al di là della rottura dei massimi che possiamo vedere a colpo d’occhio (e della progressiva spinta al rialzo che ha portato a questo risultato e iniziata ad aprile 2020) guardate i volumi di azioni Unieuro… Non si sono fatti abbassare neanche dalla pandemia e dall’inizio dello scorso anno hanno completamente cambiato faccia. Del resto, nell’esercizio 2020/2021 (chiuso a fine febbraio), i ricavi di Unieuro sono saliti del +9,8% attestandosi a 2,69 miliardi di euro. La crescita, interamente organica, ha senza dubbio beneficiato di una strategia aziendale che ha permesso di cavalcare i consumi innescati dalla pandemia da Covid-19. Tra i maggiori azionisti di Unieuro oggi figura anche Xavier Niel con circa il 10,1% del capitale, detenuto tramite Iliad e Iliad Holding. Recentemente proprio Iliad e Iliad Holding hanno comunicato che potrebbero considerare anche ulteriori acquisti di azioni per rafforzare la posizione di azionisti di Unieuro.

AZIONI DE’LONGHI (isin IT0003115950): Anche per azioni De’Loghi osservare i volumi è davvero un piacere (non che il trend al rialzo ci piaccia di meno, è ovvio). E’ di qualche giorno fa la notizia che De’ Longhi ha finalizzato l’accordo per rilevare il controllo totale di Eversys; operazione che va ad acquisire il 60% di partecipazione che si sommerà al 40% già acquisito qualche anno fa. L’importo previsto dall’operazione è di circa 110 milioni di franchi svizzeri. Aria di ottimismo e di investimenti portati anche forse dai risultati dell’esercizio 2020: De’ Longhi ha chiuso il periodo in esame con ricavi per 2,37 miliardi (+12,4% rispetto al 2019) e un utile in crescita su base annua del 24,3%.

AZIONI DIGITAL VALUE (isin IT0005347429): Stessi volumi, stesso rialzo, diversa azione. A differenza dei titoli precedentemente analizzati, azioni Digital Value non hanno subito un crollo particolarmente importante con l’arrivo della pandemia, e anzi hanno continuato a salire lentamente, ma progressivamente e in maniera ininterrotta. La società, che opera nel settore delle soluzioni e servizi informatici, ha chiuso il 2020 con ricavi per oltre 442 milioni di euro (+21,2% rispetto al 2019). Alla fine dello scorso anno la posizione finanziaria netta era positiva per quasi 32,9 milioni di euro, rispetto ai 28,03 di inizio anno.

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