Bper-Banco Bpm, prove di matrimonio

Unipol apre il dossier e Castagna accetta l'invito: "Siamo interessati se crea valore"

Unipol benedice le nozze tra Banco Bpm e Bper, di cui la compagnia assicurativa è primo azionista con il 19% del capitale. E in Piazza Affari i titoli coinvolti volano, pregustando la prossima seconda ondata di consolidamento bancario: Unipol ha chiuso la seduta a 4 euro in rialzo del 3,7%, Bper a 1,48 euro (+4,1%) e Banco Bpm a 1,94 euro (+3,6%).

In un'intervista al Sole 24 Ore Carlo Cimbri, ad di Unipol, dopo aver definito affascinante l'idea di una aggregazione tra i due istituti, ha teso la mano verso l'istituto meneghino affermando che se Banco Bpm fosse disponibile Bper non potrebbe che approfondire con attenzione l'ipotesi. La risposta di Giuseppe Castagna, ad di Banco Bpm, è arrivata a stretto giro di agenzie: Accogliamo con piacere le dichiarazioni del dottor Cimbri in relazione a una possibile operazione di consolidamento per poi precisare come la banca sia interessata a esplorare operazioni di aggregazione con una forte valenza industriale. In caso di fusione alla pari Unipol avrebbe l'8% del capitale del nuovo polo e Banco di Sardegna il 4 per cento.

La tempistica delle dichiarazioni dei due manager fa riflettere. Pochi giorni fa sono stati definiti gli sportelli di Ubi (486 filiali e 134 punti operativi) che saranno ceduti a Bper nell'ambito dell'Opas di Intesa Sanpaolo sul gruppo bergamasco, facilitando quindi una eventuale trattativa tra le due banche. Allo stesso tempo, a inizio mese, la relazione del Copasir aveva puntato il dito sugli interessi esteri per gli asset strategici italiani, mettendo probabilmente in stand by l'avvicinamento, dato dal mercato come in corso, tra Banco Bpm e Credit Agricole.

Il matrimonio tra uguali tra Banco Bpm e Bper darebbe vita a un gruppo con il 13,9% degli sportelli sul mercato domestico (concentrati per il 62% nel Nord Italia), secondo solo a Intesa Sanpaolo. Equita sottolinea la complementarità delle reti distributive e dei modelli di business e calcola che il nuovo polo avrebbe un indice di patrimonializzazione (Cet1) pro forma al 12,9% e Npe ratio (rapporto tra crediti incagliati e il totale erogato) al 9,4 per cento. Sempre secondo le stime del broker, il nuovo gruppo potrebbe assorbire costi di ristrutturazione per 1,7 miliardi e produrre sinergie a regime per 297 milioni di euro. Gli analisti di Mediobanca calcolano infine un potenziale beneficio fiscale in termini di Dta fino a 1,3 miliardi.

Bper, nel corso degli anni, si è più volte avvicinata a Piazza Meda senza tuttavia arrivare all'altare. L'Opas di Intesa Sanpaolo su Ubi da un lato e le possibili ripercussioni della pandemia sul fronte dei crediti dall'altro, hanno tuttavia imposto un ritmo di marcia più accelerato al consolidamento del settore. In questo contesto Banco Bpm è uno snodo cruciale tanto più che, come sottolineato dai broker, al netto degli asset quotati e del 39% detenuta in Agos Ducato, il titolo del Banco tratta a sole 0,15 volte il patrimonio netto.

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