Economia

Si sgonfia il prezzo del gas: come possono cambiare le bollette

Il costo del gas è tornato ai livelli di luglio, attestandosi a 156,21 euro al megawattora rispetto ai 350 di agosto

Si sgonfia il prezzo del gas: come possono cambiare le bollette

In attesa che dal prossimo Consiglio europeo del 20 di ottobre arrivi, finalmente, una decisione condivisa su come contrastare l’aumento dei prezzi dell’energia, fa ben sperare, in termini di riduzione dei costi delle bollette di luce e gas, la notizia che venerdì scorso i future Ttf (benchmark del prezzo del metano in Europa) abbiano terminato le contrattazioni in calo dell'11,1%, attestandosi sui 156,21 euro al megawattora, il livello più basso dall'inizio dello scorso luglio.

Come cambia il prezzo del gas

Si tratta di una riduzione davvero importante che potrebbe innescare un effetto “domino” positivo in termini di costo dell’energia. Difatti, con il prezzo del gas che torna i livelli antecedenti alla stangata di agosto (quando si era registrato il picco di 350 euro al megawattora) e il superamento del 90% delle scorte di gas per l’Ue, le speculazioni dovrebbero “placarsi” (almeno per un periodo), favorendo una stabilizzazione dei prezzi.

La domanda, però, è se questi timidi segnali di miglioramento siano concreti e stabili e, soprattutto, se determineranno una riduzione del costo delle bollette per famiglie e imprese con queste ultime che negli scorsi mesi hanno subito “l’onda d’urto” dei rincari, come scritto in un precedente articolo de IlGiornale.It.

Dare una risposta resta, però, davvero complesso a causa delle innumerevoli varianti in campo tra cui, in primis, la presenza simultanea di una platea di famiglie e imprese le cui forniture di luce e gas sono legate al mercato tutelato dell’energia e un’altra platea di milioni di utenze che, invece, hanno già optato per il mercato libero.

Cosa succede al mercato tutelato

Per quanto riguarda il mercato a maggior tutela l’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) si sta muovendo con interventi decisi a partire dalla decisione che il calcolo ei prezzi del gas non siano più legato in relazione all’indice Ttf di Amsterdam ma su quelli registrati sul mercato italiano all’ingrosso.

Inoltre, nota Arera, nel momento in cui il prezzo dal gas sarà sganciato da quello della borsa di riferimento, sarà possibile “trasferire con tempestività ai clienti finali il beneficio di eventuali iniziative europee di contenimento dei prezzi delle commodity energetiche”.

Confermata, infine, la possibilità di fatturare bollette mensili per luce e gas, agevolando famiglie e imprese italiane nella programmazione delle spese da sostenere per le utenze.

Cosa può capitare al mercato libero

Situazione diversa, invece, per le utenze attive sul mercato libero che è cresciuto enormemente negli scorsi mesi anche in virtù dei rincari sulle bollette.

Chi ha sottoscritto i contratti in un periodo in cui i costi dell’energia erano ancora “sostenibili” i vantaggi in termini di minore costo in bolletta sono davvero evidenti ma per coloro i quali abbiano un contratto in scadenza in questo periodo è possibile che ricevano una proposta di rinnovo a prezzi anche quadruplicati. In questo caso la scelta sarà quella di guardarsi attorno e scegliere l’offerta migliore tra i vari fornitori, ricordandosi che non si hanno vincoli e che è possibile passare da un gestore ad un altro.

Ultima variabile, che è quella più importante, è capire cosa si deciderà nel Consiglio europeo del prossimo 20 ottobre. Le ipotesi in campo sono tante tra cui quella di un price cap dinamico di cui l’Italia è tra i principali sostenitori. Inoltre la Commissione vorrebbe rendere obbligatori gli acquisti comuni di gas già dalla prossima primavera, non solo. Sul tavolo è rimane anche l'ipotesi di sganciare il costo dell’elettricità da quello del gas e calcolare le tariffe non in base all’indice Ttf di Amsterdam ma ai prezzi all’ingrosso.

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