Carige si aggrappa alle nozze

In Borsa dal 27 luglio. Verso aumento da 400 milioni

Carige si aggrappa alle nozze

La Consob ha dato il via libera alla riammissione in Borsa dal 27 luglio delle azioni Carige, sospese da oltre due anni e mezzo. Il prospetto informativo dell'istituto genovese guidato dall'ad Francesco Guido evidenzia, tuttavia, notevoli criticità nonostante una manovra patrimoniale da 900 milioni di euro: senza una fusione il futuro del gruppo ligure resta molto incerto.

Nel terzo trimestre del 2022 sarà necessario, in ogni caso, un aumento di capitale da 400 milioni di euro perché la banca sconta un deficit patrimoniale di Tier 1 e Total capital ratio e, al momento, non c'è certezza che la Bce conceda ulteriore flessibilità sui buffer. I target 2021, già rivisti al ribasso, «non sono confermati»: la perdita di 84 milioni prevista per fine anno potrebbe rivelarsi superiore alle stime. Confermati gli obiettivi di ritorno all'utile nel 2022 e nel 2023 ma senza «certezza» sul loro conseguimento. Il prospetto, anzi, avverte che «non è in alcun modo determinabile» il prezzo di azioni e warrant il cui valore potrebbe «fluttuare notevolmente» con rischi di «perdite significative».

Insomma, la business combination è l'unica opzione perseguibile perché «sebbene il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) abbia avviato il processo di dismissione del proprio 80% (mandato a Deutsche Bank; ndr), non vi è certezza circa se e quando sarà realizzata» e pertanto persistono «significative incertezze in merito alla prospettiva della continuità aziendale della banca e del gruppo». Dopo il disimpegno di Cassa Centrale Banca la ricerca del partner si è fatta più complicata anche se il mercato punta sempre su Bper, Banco Bpm e Credem. A fine 2020 erano iscritte a bilancio di Carige imposte differite (dta) per 827 milioni che potrebbero rendere l'acquisizione dell'istituto meno onerosa, ma ulteriori esborsi andrebbero messi in conto per risolvere le partnership nella bancassurance e nell'asset management. Preoccupante anche il contenzioso con la famiglia Malacalza. A novembre è attesa la sentenza della causa con cui l'ex socio di riferimento ha chiesto 539 milioni di euro di danni, contestando la validità dell'assemblea sull'aumento da 700 milioni. Carige non ha effettuato accantonamenti.

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