Cartelle e conti correnti: ecco il "nuovo" Fisco in sei mosse

Ecco la riforma: le indicazioni presentate dall'Agenzia delle Entrate al Parlamento con la relazione 2021 sulla riscossione

Cartelle e conti correnti: ecco il "nuovo" Fisco in sei mosse

Con la sua relazione 2021 sulla riscossione presentata al Parlamento, il Fisco ha voluto indicare alcuni punti mediante i quali intende portare avanti una riforma della riscossione, un rinnovamento composto da sei passaggi. Si parla, come riferito da ItaliaOggi, di un maggiore scambio di informazioni fra l'Agenzia delle Entrate e l'Agenzia delle Entrate-riscossione, di una rimodulazione dei termini di efficacia delle notifiche delle cartelle e di eventuali intimazioni, delle diverse modalità di rateizzazione, della revisione dell'aggio, e della nascita di una sola Agenzia, che comprenda sia entrate che riscossione.

Non solo. Il Fisco avrebbe inoltre richiesto la revisione della gestione del magazzino, arrivato alla preoccupante cifra di 999,1 miliardi di debiti da riscuotere. La soluzione avanzata sarebbe quella di procedere con il discarico automatico dei ruoli, una volta trascorso un determinato periodo di tempo (si ipotizzano 5 anni).

Le novità introdotte

Fra le proposte dell'Agenzia delle Entrate, c'è quella di poter accedere ai dati dei conti correnti dei debitori. Al momento, si legge nella relazione, la conoscenza di simili informazioni è molto limitata, tanto che a volte il Fisco si trova ad effettuare dei pignoramenti "al buio" senza conoscere l'effettiva situazione dei conti dei debitori. Necessario, secondo l'agenzia guidata da Ernesto Maria Ruffini, avere un migliore accesso ai dati finanziari dei contribuenti. In questo modo "l'attività di recupero svolta dall'Agente della riscossione potrebbe essere molto più efficace, essendo diretta solo verso quei rapporti finanziari che possano essere capienti ai fini dell'esecuzione".

Un'altra richiesta avanzata è quella di accedere ai dati inerenti la fatturazione elettronica, così da contrastare l'evasione da riscossione e permettere "l'avvio mirato di procedure di pignoramento dei rapporti commerciali intrattenuti dal soggetto debitore con soggetti terzi". Procedendo in tal senso, spiega il Fisco, si andrebbe ad evitare l'acquisizione non sistematica "di analoghe informazioni, mediante verifiche e ispezioni documentali eseguite dai dipendenti dell'Agente della riscossione nel corso di un accesso 'fisico' ai locali dove il debitore esercita la propria attività".

Anche la rateizzazione, si legge nel documento, avrebbe bisogno di alcune modifiche. Attualmente la gran parte della riscossione avviene tramite pagamento con rate. Bene mantenere questa procedura maggiormente favorevole ai contribuenti, tuttavia si sottolinea l'importanza di prevedere la decandenza. Trascorso più di un anno dalla notifica della cartella, l'Agenzia delle Entrate dovrà inviare al cittadino un avviso di intimazione prima di procedere con il recupero delle somme dovute. Passato un altro anno, il Fisco procederà con una seconda notifica di avviso, prima di passare ad una procedura esecutiva.

Altre proposte sono quelle relative alla revisione dell'aggio (si vuol passare dall'aggio di riscossione allo stanziamento annuale quantificato in 850 milioni di euro), ed alla pulizia del magazzino. In quest'ultimo caso, per smaltire almeno parzialmente quanto accumulato, l'Agenzia delle Entate pensa ad una restituzione "entro un lasso temporale a medio termine e previa verifica dei requisiti soggettivi del debitore, dei carichi riferiti a categorie di contribuenti non solvibili e per i quali non sussistono prospettive di riscossione o comunque dei carichi non più esigibili per il decorso del termine di prescrizione".

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