Cattolica diventa spa, entra Generali

La compagnia veronese vola in Borsa (+38%). Il dg Ferraresi: "È la miglior scelta"

Cinzia Meoni

Cattolica vola in Borsa dopo la conferma dell'ingresso di Generali nel gruppo come primo azionista (24,4% del capitale). La compagnia assicurativa veronese, che domani riunisce i soci in assemblea per la delega all'aumento di capitale , chiude a 4,99 euro in rialzo del 38,12%; il Leone ha fatto +0,26% a 13,3 euro.

I due gruppi parlano di «partnership strategica» tra il primo operatore del mercato italiano e il quinto nel ramo Danni, corredata dal diritto di veto di Generali su determinate materie e dalla nomina di 3 membri in cda, ma per le sale operative l'accordo potrebbe dare vita, in futuro, a qualcosa di più. Anche per questo il Leone avrebbe accettato di pagare i nuovi titoli di Cattolica emessi con un aumento di capitale riservato 5,5 euro, il 50% in più del loro prezzo di negoziazione registrato mercoledì, per un totale di 300 milioni e si è detta disposta a sottoscrivere pro quota (per altri 50 milioni) il successivo aumento di capitale da 200 milioni destinato a tutti i soci di Cattolica.

Si tratta di una spesa «non rilevante» per il Leone, rimarca Equita e pari al 2% della capitalizzazione. E l'operazione consente a Generali di rafforzare la propria presenza nel Paese «nel ruolo di primo azionista di uno dei principali operatori domestici».

La partnership con Generali è «un passo molto importante per Cattolica che rafforzerà il nostro percorso di sviluppo», ha scritto in una lettera ai dipendenti il direttore generale Carlo Ferraresi: Cattolica è «solida nei suoi fondamentali industriali e finanziari, ma ha subito temporanei contraccolpi sull'indice di Solvibilità causati dalla forte esposizione sul Vita e dall'andamento altalenante dello spread sui titoli di Stato», ha aggiunto Ferraresi. Da qui la ricerca di una strada per assicurare «l'autonomia» di Cattolica, individuando un investitore «che garantisse il miglior futuro». E la scelta è caduta sulle Generali di Philippe Donnet.

L'esplosione della volatilità a causa del Covid19 ha infatti fatto rotolare l'indice di patrimonializzazione (Solvency) di Cattolica a maggio al 103% inducendo l'Ivass a chiedere al gruppo presieduto da Paolo Bedoni una ricapitalizzazione da 500 milioni. E Cattolica, tra le ultime cooperative quotate, ha deciso di accettare la trasformazione in spa, entro il 1° aprile 2021.

La partnership con Cattolica è un'opportunità unica, oggi in Italia, di crescita profittevole nell'asset management e nei servizi innovativi ai clienti danni, pilastri della nostra strategia Partner di Vita 2021», ha chiosato Marco Sesana, country manager & ceo di Generali Italia e Global business Lines. La partnership si sviluppa prima di tutto nell'asset management con la gestione del portafoglio di Cattolica da parte di Generali Am, nella riassicurazione, nell'Internet of thing e nell'estensione ai 3,5 milioni di clienti di Cattolica dei servizi di Generali Welion. Restano da vedere eventuali rilievi Antitrust.

La distinta visione sulla metamorfosi di Cattolica aveva portato, lo scorso autunno, alla rottura tra il cda presieduto da Bedoni e l'ex ad Alberto Minali. A fine luglio i soci saranno chiamati ad approvare la trasformazione di Cattolica in spa: il diritto di recesso, stima Equita, potrebbe attestarsi a 5,6 euro.

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