Concorsi pubblici, novità nella valutazione dei titoli

Tutte le novità per le procedure di selezione per i concorsi pubblici. Ecco che cosa cambia adesso

Concorsi pubblici, novità nella valutazione dei titoli

Sono in vista delle novità sul fronte dei concorsi pubblici. In particolare, si vuole impedire che i punteggi legati all’esperienza professionale e alla valutazione dei titoli, che concorrono insieme alle prove scritte e orari alla definizione dei punteggi utili alle graduatorie, non possano insieme costituire oltre un terzo del punteggio complessivo. Tale modifica è stata richiesta attraverso emendamenti a firma del Movimento 5 Stelle al “decreto Covid” n.44 del 1° aprile, che definisce le regole per la ripartenza dei concorsi pubblici - il cui iter di conversione è ancora in corso. Secondo i senatori 5 stelle che hanno presentato gli emendamenti, anche il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta sarebbe d’accordo nell’attuare una stretta sulle regole che definiscono i punteggi su titoli ed esperienza professionale, facendo sì che la loro sommatoria non possa pesare il 33% del punteggio totale complessivo.

Ad oggi la legge n.56/2019 articolo 3, comma 6, lettera b stabilisce che “l’attribuzione, singolarmente o per categoria di titoli, di un punteggio fisso stabilito dal bando, con la previsione che il totale dei punteggi per titoli non può essere superiore a un terzo del punteggio complessivo attribuibile”. Ma non è tutto. Secondo i firmatari degli emendamenti occorre che i titoli e l’esperienza pregressa siano “strettamente correlati alla natura e alle caratteristiche delle posizioni bandite”. Si prevede, con la modifica prevista in uno degli emendamenti, anche che la valutazione dei titoli vada a riguardare solo i concorsi pubblici per i profili a elevata specializzazione. Money.it ricorda che le nuove regole per i concorsi pubblici sono le seguenti: eliminazione della preselettiva, da sostituire con la valutazione dei titoli e dell’esperienza; una prova scritta; una prova orale.

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