Confalonieri: "Vivendi? Poche chance di accordo"

Oggi l'udienza. Mediaset pronta a modificare lo statuto per la holding Mfe

Sono scarse le possibilità di un'intesa complessiva tra Mediaset e Vivendi. Lo dice il presidente del gruppo di Cologno, Fedele Confalonieri. I contendenti, nonostante le molte ipotesi sul tavolo restano su posizioni lontane. Anche perché le pretese di Vivendi non sono di poco conto: accordo tombale sulle cause di risarcimento da oltre 3 miliardi di euro promosse da Mediaset e Fininvest per il mancato acquisto della pay tv Premium. Ma non solo. Vivendi, che per uscire aveva proposto 3,77 euro per azione, ieri sarebbe scesa a 3,25. Un tentativo fatto per mostrare la sua buona volontà a incontrarsi a metà strada tra 3,7 euro, il prezzo a cui ha in carico le azioni, e il prezzo di recesso di 2,77 euro. «La controparte conosce la nostra posizione: è inutile che ci invii offerte o messaggi a mezzo stampa», hanno replicato fonti di Mediaset. Il tutto a poche ore dall'udienza di fronte al giudice del Tribunale di Milano Elena Riva Crugnola. Oggi il Biscione si presenterà in tribunale con le proposte di modifica degli articoli 42 e 43 dello statuto di Mfe che riguardano i requisiti degli azionisti e i termini dell'Opa. Queste modifiche andranno poi votate dall'assemblea degli azionisti che sarà dunque convocata e dovrebbe permettere alla società di Cologno Monzese di portare a termine la fusione tra la società italiana e la controllata spagnola e lo spostamento della sede legale in Olanda. Questa operazione, osteggiata da Vivendi, ha portato al ricorso dei francesi, prima in Spagna e poi in Italia per sospendere la delibera. In Spagna la società di Vincent Bolloré ha ottenuto la sospensiva della delibera (il ricorso del Biscione sarà discusso ai primi di gennaio), mentre in Italia Mediaset con la modifica degli articoli ritiene di poter avere il via libera del tribunale. «Anche se l'accordo con Vivendi è in alto mare - ha detto Confalonieri- il percorso di Mfe prosegue come da copione». Insomma ci vorranno alcuni mesi in più ma alla fine Mfe andrà in porto.

A meno di colpi di scena dell'ultima ora, con i francesi disposti veramente a trattare per vendere la partecipazione nel Biscione. Mediaset secondo alcune ipotesi, si era detta disposta a corrispondere in rate garantite da fideiussioni a favore dei francesi e con relativi interessi, il controvalore della quota di Simon Fiduciaria. Secondo diverse fonti finanziarie l'acquirente potrebbe essere il fondo Peninsula, che ha sede a Londra ma costituito da uomini che vengono quasi tutti da Mediobanca. Il fondo già si era detto pronto a rilevare l'eventuale recesso da parte dei francesi nella prima parte del percorso di formazione di Mfe.

Se non ci sarà accordo Vivendi, nell'udienza odierna, spingerà per far ammettere al voto in assemblea la stessa Simon dove è stato convogliato, per volere dell'Agcom, il 19,9% di azioni Mediaset. La domanda era già stata posta ma il giudice aveva respinto la richiesta. Ieri il titolo Mediaset in Borsa è salito dello 0,37 per cento.

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