I mutui ora vanno nel "freezer" Ecco perché e a che cosa serve

Per poter accedere alla sospensione dei pagamenti sarà necessario presentare specifica domanda entro il 31 marzo 2021

La crisi economica strettamente connessa all'emergenza sanitaria, e causata in primis proprio dalle limitazioni imposte dall'esecutivo, sta letteralmente mettendo in ginocchio il nostro Paese, tanto che sono sempre più numerose le famiglie a non riuscire più a far fronte al pagamento regolare delle ratue di mutui o di prestiti ricevuti.

La situazione, che rischiava di diventare esplosiva, è stata affrontata dal governo con un rinvio, uno dei tanti tirati fuori dal cilindro giallorosso nel tentativo di arginare la crisi incombente. Ecco quindi il motivo per il quale l'esecutivo ha inserito lo scorso aprile la possibilità di di congelare le rate di mutui e prestiti per le famiglie più in difficoltà, una scelta che è stata prorogata oltre i termini inizialmente previsti tramite il Decreto Ristori quater, emanato lo scorso dicembre. Comunque, ed è bene ricordarlo per evitare equivoci, si tratta di una sospensione e non di una cancellazione, pertanto il termine di estinzione del debito viene esteso fino a comprendere anche il periodo in cui esso è rimasto congelato.

Per poter usufruire di tale congelamento, esteso fino ad aprile 2022 anche a coloro che risultano titolari di un contratto in ammortamento da meno di anno, è necessario presentare specifica istanza entro il 31 marzo del 2021 e rientrare nei parametri indicati dal governo.

Possono accedere a tale strumento i cittadini che dimostrino di aver perso il lavoro, sia subordinato che non subordinato purchè comunque continuativo, e coloro i quali hanno subito una riduzione dell'orario di lavoro od una sospensione dall'attività lavorativa di almeno 30 giorni. Altro requisito richiesto per arrivare al "congelamento" è la presentazione di un Isee inferiore ai 30mila euro. A restare esclusi saranno invece i cittadini che hanno richiesto mutui o prestiti per importi superiori ai 250mila euro e quelli con ritardi superiori ai 90 giorni consecutivi nei pagamenti rateali precedenti.

L'istanza deve essere inoltrata in forma scritta direttamente all'istituto di credito presso cui si è acceso il mutuo o è stato richiesto il prestito, sempre che, ovviamente, abbia deciso di aderire all'iniziativa (la lista è disponibile sul sito dell'Abi). Una volta che tutti i passaggi sono stati effettuati correttamente, il congelamento risulterà attivo a partire dalla prima rata successiva alla data di presentazione della domanda. I diretti interessati, comunque, potranno richiedere il "congelamento" solo due volte, e per un periodo massimo di 18 mesi (ovvero 9+9).

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Commenti

flip

Ven, 29/01/2021 - 10:38

il denaro che le BANCHE "IMPRESTANO" ai richiedenti un finanziamento, sono denari personati dei BANCHIERI o attingono a piene MANI NEI DEPOSITI DEI ORRENTISTI con tutti i rischi che ne possono derivare e senza alcun vantaggio economico per loro ma solo per la banchetta?