Economia

Consumi - 2,7% in un anno: in picchiata il potere d'acquisto

Cresce il reddito a disposizione dei consumatori, ma crolla il potere di acquisto. Stallo dei consumi a luglio e agosto

Spesa al supermercato
Spesa al supermercato

Economia reale di nuovo in picchiata. Non c'è solo lo spread, infatti, a preoccupare. Gli occhi sono puntati sui consumi che, nel mese di agosto, sono diminuiti del 2,7% in quantità (-0,7% in valore) rispetto allo stesso mese del 2011 mentre sono cresciuti lievemente (0,2%) rispetto a luglio. L’indicatore sui consumi della Confcommercio ha, infatti, registratato un vero e proprio tonfo per i beni e servizi per la mobilità (-12,4% tendenziale). Secondo l’associazione è "insufficiente" il recupero nei mesi estivi. A confermare il trend negativo ci hanno pensato anche gli analisti dell'Istat il cui studio ha evidenziato che, sebbene nel 2011 il reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici italiane sia aumentato dell’1,9%, e la spesa per consumi finali sia cresciuta del 2,9%, la dinamica dei prezzi ha determinato un calo del potere d’acquisto dello 0,8%. L'anno scorso la propensione al risparmio è, infatti, crollata all’8,8% da 9,7% del 2010.

Secondo lo studio della Confcommercio, il dato sui consumi "evidenzia il tentativo delle famiglie di non comprimere, oltre una certa soglia, il consumo, soprattutto nei mesi estivi, dopo una prima parte dell’anno in cui hanno registrato una sensibile riduzione del proprio reddito disponibile, che si è tradotta in un netto calo della domanda". Nel breve periodo, secondo l’associazione, non ci sono elementi che facciano pensare a un’inversione di tendenza rispetto al profilo declinante che l’economia italiana sta seguendo dal terzo trimestre del 2011. L’indicatore della Confcommercio ha, quindi, segnalato una riduzione dell’1,4% per i consumi di servizi e un calo del 3,3% per quelli di beni. Calo consistente in quantità (insieme ai beni e servizi per la mobilità) si registra per abbigliamento e calzature (-4,3%) ma anche per alimentari, bevande e tabacchi (-3,9%). Calano i consumi per beni e servizi ricreativi (-3,4%) e per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-2,4%). Tengono, invece, i consumi per la cura della persona (-0,4%) mentre aumentano i consumi per beni e servizi per le comunicazioni (+3,1%), soprattutto grazie al calo dei prezzi (in valore -2,4%).

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