Controlli a tappeto del Fisco: chi deve restituire tutto

Scatta il piano di recupero delle Entrate: nel mirino chi ha incassato contributi a fondo perduto. Chi rischia davvero il salasso

Controlli a tappeto del Fisco: chi deve restituire tutto

Il Fisco non va in letargo. L'Agenzia delle Entrate lavora a pieno ritmo in tempi di pandemia per controllare le tasche degli italiani e combattere i furbi che si intascano i sussidi pur non avendone diritto. E così è iniziata l'operazione recupero da parte dell'amministrazione fiscale per recuperare tutti i contributi a fondo perduto erogati in questi ultimi mesi. Un'operazione vasta che andrà a monitorare in modo dettagliato l'enorme flusso di liquidità che è stato erogato con i vari scostamenti di Bilancio dovuti all'emergenza Covid.

Chi finisce nel mirino del Fisco

Nel mirino ci sono tutti i contribuenti che hanno intascato in modo indebito i contributi a fondo perduto. Ai contribuenti vengono fornite due strade: un ravvedimento oppure un recupero integrale delle somme da parte delle Entrate. Ma andiamo per ordine. I primi a dover restituire tutto sono i contribuenti che hanno ottenuto in modo inappropriato i fondi con il decreto Rilancio. Poi toccherà a quelli che hanno intascato le somme con il decreto Sostegni. Tutte le richieste che sono state inoltrate per ottenere i fondi verranno analizzate dalle Entrate. Il Fisco passerà ai "raggi X" tutti i dati che sono stati "mostrati" alle Entrate in fase di richiesta del sussidio. Tra questi ad esempio ci sono le fatture elettroniche, le liquidazioni Iva e come ricorda QuiFinanza anche i corrispettivi telematici. La fase di controllo però si articola su due versanti. Il primo riguarda gli accertamenti portati avanti dalle Entrate, il secondo invece riguarda la trasmissione del risultato delle verifiche alla Guardia di Finanza. Le fiamme gialle dunque, in un momento successivo, potrebbero decidere di dare seguito a indagini sul singolo contribuente.

La black list dei contribuenti

Di fatto l'amministrazione finanziaria si prepara a redigere una sorta di black list con tutti i soggetti che dovranno restituire i contributi a fondo perduto ottenuti in modo illegittimo. Sulle modalità di recupero delle somme va ricordato che il contribuente è sempre in tempo ad autodenunciarsi predisponendo con il ravvedimento il rimborso delle somme. In caso contrario sarà la stessa amministrazione tributaria ad intervenire. Gli accertamenti dureranno per circa otto anni dalla data di erogazione del contributo. In questo caso vanno segnate due date fondamentali per capire entro quando avverrà il recupero degli importi erogati.

Quando scatta il recupero delle somme

Per quanto riguarda le cifre incassate grazie al decreto Rilancio, le Entrate avranno tempo fino al 31 dicembre del 2028 per recuperare i contributi a fondo perduto. Per quanto riguarda invece le somme erogate all'interno del decreto Sostegni, l'orizzonte temporale si sposta avanti di un anno con un recupero delle somme entro il 31 dicembre del 2029. Insomma i sussidi che stanno arrivando sui conti correnti di imprese, commercianti e professionisti saranno controllati in modo chiaro e preciso dalle Entrate. I requisiti per accedere al contributo vanno verificati in modo attento per evitare amare sorprese e soprattutto un salasso improvviso magari quando già i soldi sono stati spesi per le proprie attività.

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