Coronavirus, buono spesa da 300 euro a famiglia: chi ne ha diritto

Si tratta di buoni dal valore di 300 euro assegnati a ciascun nucleo familiare e utilizzabili per acquistare generi alimentari. Priorità a chi non riceve altre forme di sostegno

Coronavirus, buono spesa da 300 euro a famiglia: chi ne ha diritto

Il governo corre ai ripari ed estende nuovi bonus a una fetta più ampia della popolazione, complice anche il rischio di possibili disordini nelle aree più depresse d'Italia. Una delle misure annunciate da Giuseppe Conte è stata rinominata “buono spesa”.

In che cosa consiste? Di buoni dal valore di 300 euro assegnati a ciascun nucleo familiare e utilizzabili per acquistare generi alimentari. È questo, in sostanza, il contenuto di una bozza di ordinanza della Protezione civile per attuare i dettami del premier in merito al sostegno per le famiglie in difficoltà economica.

Il procedimento tira in ballo le amministrazioni locali. Nel documento si legge infatti che ogni Comune è autorizzato “all'acquisizione di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun Comune nel proprio sito istituzionale”.

I beneficiari del buono spesa

Passiamo adesso ad analizzare i beneficiari. In altre parole, a chi è destinato il buono spesa? Come sottolinea La Stampa, riferendosi sempre al documento citato, la platea sarà individuata dai sindaci “tra i nuclei familiari più esposti ai rischi derivanti dall’emergenza epidemiologica (...) con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico”. La priorità sarà data a coloro che non ricevono altre forme di sostegno.

A questo proposito un decreto ministeriale (del ministero dell'Interno di concerto con quello dell'Economia) erogherà “ai Comuni la compensazione della spesa sostenuta sulla base dei criteri suindicati entro il 15 aprile 2020”.

La solita bozza quantifica poi in 300 milioni la dotazione aggiuntiva del Fondo di solidarietà comunale che avrà il compito di versare i contributi ai vari comuni. Conte ha parlato di un'integrazione pari a 400 milioni.

In ogni caso l'ordinanza fissa dei paletti ben precisi, soprattutto per quanto riguarda gli ammontati minimi per i comuni in base al numero dei residenti. Per i comuni che contano fino a 5mila abitanti, almeno 20 mila euro; la somma sale a 50mila per quelli che hanno una popolazione compresa tra le 5mila e le 30mila unità. E ancora: 80mila laddove ci sono fino a 69mila abitanti e 150mila per i comuni di capoluogo. La bozza lascia in bianco l'articolo relativo alle coperture.

"Non lasciamo nessuno solo e abbandonato a se stessoha dichiarato nell'ultima conferenza stampa Conte –. Abbiamo adottato un provvedimento per fare fronte alla sofferenza alimentare. Ai Comuni arriveranno 400 milioni per questo. E anticipiamo anche 4,3 miliardi di euro che dovevamo erogare agli enti locali a maggio". Resta da capire se il meccanismo funzionerà così come è stato descritto, senza intoppi o ritardi.

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