Le tasse ora hanno i colori Ecco chi rischia la "batosta"

Il rinvio delle imposte è legato alle zone rosse, arancioni e gialle. Il pasticcio sulla scadenza del 16 novembre

La rete di parametri prevista dal governo al fine di definire al meglio i soggetti rientranti nella sospensione dei pagamenti, legata all'emergenza Coronavirus, risulta ancora parecchio difficile da decifrare, pertanto sarà necessario attendere il giorno della prevista scadenza, vale a dire il 16 di novembre.

Stando a quanto si può leggere nell'articolo numero 7 del decreto legge ristori bis (149/2020) sarebbero tre le differenti tipologie di sospensioni, e due di esse riguardano la residenza del diretto interessato, a seconda del fatto che si trovi in "zona arancione" o in "zona rossa". La stessa individuazione del "colore" della zona di riferimento, creata direttamente dal Ministero della salute, è un parametro ancora poco stabile, visto che all'orizzonte sembrerebbero profilarsi delle variazioni "cromatiche" per alcune regioni.

Nell'articolo 7, infatti, come sottolinea Italia Oggi, si individuano i contribuenti che potranno avere la possibilità di beneficiare della sospensione tra coloro che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in tutte quelle "aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto individuate con le ordinanze del Ministro della salute (adottate ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 e dell'articolo 30 del presente decreto). Ecco perché, per comprendere meglio chi potrà usufruire della sospensione dei pagamenti, bisognerà attendere la scadenza del 16 novembre e verificare solo le ordinanze del Ministero in quel momento in vigore.

Ordinanze che, come specificato nell'articolo 30, sono valide per un periodo minimo di 15 giorni, fatta salva comunque la possibilità di una rivalutazione del livello di rischio (e quindi di attribuzione cromatica per la regione interessata) fatta sulla base di un peggioramento o miglioramento delle condizioni sanitarie

Secondo il calcolo effettuato all'interno della relazione tecnica associata al decreto ristori bis, questo slittamento dei pagamenti (le imposte in scadenza il 16 di novembre si dovranno versare in un'unica soluzione o in quattro rate mensili a partire dal prossimo 16 marzo) dovrebbe ammontare complessivamente a 549 milioni di euro. Si tratta, per la precisione, di 264 milioni da ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilato, 273 milioni di Iva e 12 milioni da addizionali comunali e regionali. Il fatto, tuttavia, che ancora sia impossibile definire il numero esatto dei beneficiari, data l'instabilità "cromatica" di alcune regioni italiane, non permette di comprendere la vera entità dello slittamento.

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