Crollano i pedaggi dei treni alta velocità Ora Italo «respira»

L'Authority taglia del 37% i canoni che Fs chiede per usare la rete: era la richiesta di Ntv. E ne beneficia anche Trenitalia

L'Autorità di regolazione dei trasporti, istituita nell'estate del 2013 e insediata nell'ottobre successivo, più di un anno fa, ha varato ieri il suo primo provvedimento di peso: ha stabilito nuove tariffe per l'utilizzo della rete dell'Alta velocità ferroviaria, di cui è titolare Rfi, sulla quale si fanno concorrenza i Frecciarossa del gruppo Fs e gli Italo di Ntv. Secondo i nuovi criteri adottati dall'organismo, i pedaggi si ridurranno del 37% nel 2015, scendendo a 8,2 euro per treno/chilometro. Come ha sottolineato il presidente dell'Autorità, Andrea Camanzi, non si tratta di uno «sconto», ma le nuove tariffe vanno considerate «il giusto pedaggio» per gli utilizzatori della rete.

Il minor esborso andrà a incidere per 105 milioni sui conti di Trenitalia e per circa 30 milioni sul bilancio di Ntv. Le tariffe entrano in vigore dal 1º novembre 2014, e il beneficio su questo esercizio varrà per due mesi. Circa un anno fa il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, aveva già rivisto le tariffe a partire dal 1º gennaio 2014, con un beneficio che per Trenitalia era stato di circa 50 milioni, per Ntv di 15. Il provvedimento dell'Autorità è stato giudicato «positivo» da Ntv, secondo cui, tuttavia, «il percorso è ancora lungo». Ntv si riserva di analizzare le 50 pagine del provvedimento prima di prendere iniziative di qualunque tipo; qualcuno ha paventato ieri la possibilità di una richiesta di rimborso per i passati esercizi (Italo viaggia dal 28 aprile 2012) poiché, stando alle tariffe di oggi, il «maggior esborso» per la società fondata da Luca di Montezemolo, Diego della Valle e soci, sarebbe stato di circa 100 milioni: non poco, se si considera che il bilancio 2013 di Ntv si è chiuso con circa 70 milioni di perdite, mentre sono in corso trattative per ristrutturare i 666 milioni di esposizione bancaria e mentre sono stati stimati 248 esuberi su mille dipendenti.

Da parte sua l'ad del gruppo Fs, Mario Elia, ha ribadito che il taglio ai pedaggi «ha una ripercussione positiva su Ntv e Trenitalia, e negativa per la Rete ferroviaria italiana», e questo provocherà una revisione «della curva di restituzione del debito che andremo a contrarre».

Il punto è proprio questo. Rfi, il gestore della rete ferroviaria, è una società del gruppo Ferrovie dello Stato, esattamente come Trenitalia. Questo ha sempre creato il sospetto di una sorta di conflitto d'interessi. In realtà le tariffe venivano formalmente stabilite dal ministero, tant'è vero che Lupi lo scorso anno era intervenuto d'ufficio. Resta il fatto, tuttavia, che Ntv - penalizzata soprattutto dal fatto di essere una start-up in un mercato, l'Alta velocità, che solo in Italia è stato aperto alla concorrenza - ha ripetutamente chiesto di conoscere i criteri di fissazione delle tariffe, senza ottenere soddisfazione. Anche ieri, comunque, Elia ha ribadito il suo «no» alla separazione della rete dal gruppo Fs.

Camanzi ha annunciato che entro 11 mesi verranno ridefiniti anche i calcoli per i pedaggi dell'intera rete ferroviaria, cioè per i 37 operatori attivi nelle merci e per i treni tradizionali.

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