Dall'affitto al condominio: trappole sui contanti in casa

Il governo giallorosso pronto a varare il nuovo tetto a 2000 euro da luglio e a 1000 dal 2022. Ecco che cosa cambia

Dall'affitto al condominio: trappole sui contanti in casa

Le nuove norme sul contante che entreranno in vigore con la manovra che il governo si appresta a varare, cambieranno e non poco il rapporto tra gli italiani e le banconote. Come è noto la manovra incentiverà l'uso delle carte di credito, dei bancomat e delle prepagate per i pagamenti. Il tutto corredato anche dall'obbligo di Pos che sarà affiancato da alcune sanzioni proprio per gli esercenti che rifiuteranno i versamenti elettronici. Ma attenzione, questo tipo di misure potrebbero dare un vero e proprio cambiamento anche in altri tipi di pagamenti come ad esempio quello delle spese condominiali. Secondo quanto riportano le associazioni di categoria, come ricorda il Sole 24 Ore, le spese condominiali vengono pagate dal 6 per cento degli inquilini in contanti. Ed è proprio su questo fronte che va tenuto bene a mente il cambiamento delle regole. Da luglio 2020 il limite ai contanti si abbasserà dagli attuali 3000 euro a 2000 euro. Inoltre dal 1°gennaio 2022 questo tetto si abbasserà ulteriormente a 1000 euro.

E proprio sulle spese condominiali il diffondersi di Mav e bonifici lascia comunque spazio ad una prassi che vede il contante in pole position per i pagamenti soprattutto per gli inquilini anziani. Considerando il decreto fiscale dello scorso 14 ottobre il tetto ai contanti viene modificato su qualunque scambio di denaro che abbia un valore pari o superiore a 3000 euro che di fatto muterà in 2000 dall'1 luglio. A tal proposito una circolare della Guardia di Finanza spiega meglio quali sono i rischi sui pagamenti in contanti: La violazione "si realizza quando il trasferimento intercorre fra soggetti diversi costituenti distinti centri di interesse". Il condominio e i condomini dunque sono due soggetti distinti e separati e dunque le norme sul contante si vanno ad applicare anche su questo piano. Lo stesso discorso vale ad esempio per i canoni di locazione.

Sotto la soglia dei mille euro il dlgs 231/2007 la tracciabilità del contante può essere sottoposta a verifica con "una prova documentale, comunque formata, purché chiara, inequivoca e idonea ad attestare la devoluzione di una determinata somma di denaro contante al pagamento del canone di locazione". Il Mef tuttavia sottolinea che tutti i pagamenti sotto la soglia possono essere operati anche in ambito condominiale. Ma a patto che vengano accompagnate da un documento che attesti esattamente la provenienza del denaro e la destinazione. Dunque l'amministratore del condominio ad esempio dovrà seguire tutte le norme che vanno a regolare le transazioni di denaro e dovrà attenersi al versamento immediato delle somme sul conto corrente condominiale. Di certo nella prima fase, con l'abbassamento del tetto a 2000 il margine di errore da parte dei condomini è basso, ma potrebbe crescere col secondo step che prevede la soglia a 1000 euro. Considerando che a volte il condominio viene pagato in due rate, basta un importo complessivo che superi i 2000 euro per cadere nella "trappola" del contante.

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