Dalle banche una spinta a 490mila pmi

L'Abi stila il bilancio delle iniziative messe in campo per sostenere il credito

Dalle banche una spinta a 490mila pmi

Dal 2009 a ottobre di quest'anno sono state quasi 500mila (per l'esattezza 491.041) le piccole e medie imprese italiane, da sempre la spina dorsale dell'economia del Paese, che hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche per sostenere la disponibilità di credito: a fare la parte del leone è stata la sospensione delle rate, per un controvalore di debito residuo di circa 126 miliardi di euro.

È quanto rileva l'associazione presieduta da Antonio Patuelli. Secondo l'Abi, che cura la lobby delle banche, si è trattato al contrario di «uno sforzo enorme in un momento in cui l'economia italiana ha conosciuto una fase di recessione-stagnazione tra le più profonde e persistenti di quelle registrate negli annali delle statistiche economiche del dopoguerra». Di fronte a questo scenario, prosegue l'associazione «per mitigare gli effetti avversi di una caduta delle attività, il mondo bancario ha realizzato una serie di iniziative indirizzate ai diversi settori economici su tutto il territorio. Iniziative che le banche continuano a confermare a pieno ritmo anche ora nella fase di rilancio dell'economia». Insomma, sembra dire l'Abi, nulla di più lontano da uno scenario di credit crunch. L'associazione elenca quindi con una certa dose di meticolosità le cinque fasi di intervento, appunto dall'agosto del 2009 ad oggi, con iniziative che hanno spaziato dal fornire respiro finanziario alle imprese in difficoltà, all'individuare nuove misure in favore delle imprese sane; dal sostenere le pmi che, pur registrando tensioni sul fronte della liquidità, presentavano comunque prospettive economiche positive.

Si mirava così - rimarca l'Abi - a creare le condizioni per il superamento della congiuntura negativa e una maggiore facilità nel traghettarle verso la ripresa. In tal senso l'associazione rimarca come le banche abbiano quindi favorito il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento e teso la mano alle realtà che si trovavano alle prese con problemi come la riduzione del fatturato, dei margini o ancora della loro capacità di autofinanziamento. Nel dettaglio, spiega ancora l'Abi, la formula della sospensione delle rate dei finanziamenti ha riguardato appunto 462.025 pmi, appunto per un debito residuo di 126,3 miliardi e una maggior liquidità a disposizione delle imprese per 25 miliardi; le opportunità di allungamento del piano di ammortamento hanno interessato 29.016 pmi pari a 8 miliardi di debito residuo. L'Abi ricorda infine che a novembre 2018 con le altre associazioni d'impresa ha siglato il «Nuovo Accordo per il credito 2019», in vigore dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020, che rinnova le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti alle pmi.

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