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Difesa in picchiata, la Borsa scarica Avio e Leonardo

In Iran la guerra continua, ma adesso il mercato scommette sulla tregua in Ucraina

Difesa in picchiata, la Borsa scarica Avio e Leonardo
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I mercati hanno smesso di credere alla guerra infinita prima ancora che lo facciano i diplomatici. Nonostante il rumore di sottofondo dei conflitti in Medioriente non accenni a spegnersi, i titoli della difesa italiana, Avio e Leonardo in prima linea, stanno vivendo una primavera molto fredda. Insomma, sembra che in Borsa quando la guerra diventa abitudine, smetta di essere un affare.

Guardando solo alla giornata di ieri, le azioni di Avio hanno segnato un tonfo del 5,7% a 29,5 euro, mentre Leonardo ha lasciato sul terreno il 3,5% a 51,3 euro. Il ribasso di ieri aggrava un quadro già deteriorato: su base mensile l'azienda aerospaziale è in rosso di oltre il 14,6%, mentre la società di cui ha appena preso la guida Lorenzo Mariani cede il 8,9%.

Il movimento sorprende molti investitori perché arriva in un contesto internazionale che continua ad essere estremamente instabile e con la spesa per la difesa ancora destinata a salire. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono tutt'altro che risolte, eppure il mercato sta scaricando proprio i titoli legati alla difesa. Per capire cosa sta succedendo bisogna forse guardare oltre il Medioriente e verso l'Ucraina. Durante le celebrazioni del Giorno della Vittoria, sabato 9 maggio, il presidente Vladimir Putin ha affermato di ritenere che il conflitto ucraino stia "volgendo al termine", aprendo inoltre alla possibilità di negoziati con l'Unione Europea. Il cessate il fuoco che sarebbe dovuto scadere ieri resta in bilico. Tuttavia, dal Cremlino sono arrivati segnali che il mercato ha interpretato come un primo tentativo di riapertura diplomatica. Putin ha ribadito che Mosca non avrebbe mai rifiutato il dialogo e si è detto disponibile ad accettare interlocutori europei per le trattative.

Per il mercato si tratta di un cambiamento non indifferente, una prima apertura.

E se, negli ultimi anni, l'aumento delle spese militari, il riarmo europeo e le aspettative di ordini pubblici sempre più elevati hanno spinto le valutazioni del settore a livelli molto elevati, basti pensare che nell'ultimo anno Avio è cresciuto dell'85,7% e Leonardo di quasi l'8%, ora gli investitori si chiedono se il picco della narrativa geopolitica possa essere alle spalle. Ai mercati non serve la pace: basta immaginarla. E quando il rischio geopolitico smette di espandersi o sembra possa succedere, allora i titoli della difesa perdono improvvisamente la loro narrativa.

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