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Economia

Ecco la "stangata" dell'Iva: 100 euro in più a famiglia

Penalizzati i nuclei più poveri e meno numerosi. Tutti i prodotti su cui si applicherò l'aumento dell'aliquota al 22%

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Circa 100 euro in più all'anno. Tanto costerà alle famiglie italiane l'eventuale aumento dell'Iva secondo la Cgia di Mestre, che ha realizzato alcune simulazioni in base a tre tipologie di nuclei familiari (single, lavoratore dipendente con moglie e un figlio a carico, lavoratore dipendente con moglie e 2 figli a carico) e a sette fasce retribitive.

A seguito dell’aumento dell’aliquota Iva al 22%, si è ipotizzata una propensione al risparmio nulla per la prima fascia di reddito, pari al 2,05% per il reddito annuo da 20.000 euro, del 4,1% per quella da 25.000 euro e dell’8,2% per le rimanenti fasce di reddito. In buona sostanza si è ipotizzato che a fronte del rialzo dei prezzi di beni e servizi, le fasce di reddito medio-alte riusciranno a risparmiare circa l'8,2% del proprio reddito, mentre i meno abbienti manterranno una propensione al risparmio quasi nulla.

Questo significa che l’incidenza percentuale dell’aumento dell’Iva sullo stipendio netto annuo di un capo famiglia peserà maggiormente sulle retribuzioni più basse e meno su quelle più elevate. Inoltre, a parità di reddito i nuclei famigliari più numerosi subiranno gli aggravi maggiori. "Questa ipotesi va assolutamente scongiurata", osserva Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia, "Non si possono penalizzare le famiglie più numerose e in particolar modo quelle più povere. Nel 2012 il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici italiane ha toccato il -4,8% e la propensione al risparmio è scesa ai minimi storici".

I beni che subiranno l'aumento

Vino - Birra - Abbigliamento - Calzature - Riparazioni di abbigliamento e calzature - Elettrodomestici - Mobili - Articoli di arredamento - Biancheria per la casa - Servizi domestici - Riparazioni di mobili, elettrodomestici e biancheria - Detersivi - Pentole, posate ed altre stoviglie - Tovaglioli e piatti di carta, contenitori di alluminio - Lavanderia e tintoria - Acquisto di auto - Pezzi di ricambio, olio e lubrificanti - Carburanti per veicoli - Manutenzione e riparazioni - Giochi e giocattoli - Radio, televisore, hi-fi e videoregistratore - Computer, macchine da scrivere e calcolatrici - Cancelleria - Piante e fiori - Riparazioni radio, televisore, computer, ecc. - Prodotti per la cura personale - Barbiere, parrucchiere, istituti di bellezza - Argenteria, gioielleria, bigiotteria e orologi - Borse, valige ed altri effetti personali - Onorari liberi professionisti

Le simulazioni

1) Lavoratore dipendente single

L’incidenza percentuale del rincaro dell’Iva sullo stipendio netto annuo si farà sentire maggiormente per le fasce meno abbienti. Infatti è dello 0,29% su un reddito annuo di 15.000 euro, cala allo 0,27% su un reddito annuo di 55.000 euro. In termini assoluti l’aumento di imposta cresce man mano che aumenta il livello retributivo. L’aggravio oscilla tra i 37 e i 99 euro.

2) Dipendente con moglie e un figlio a carico

Nei 7 casi presi in esame l’incidenza percentuale dell’aumento è inversamente proporzionale al livello di reddito. È dello 0,33% per un reddito annuo di 15.000 euro, scende allo 0,30% per un reddito di 55.000 euro. In termini assoluti l’aggravio d’imposta, man mano che cresce il reddito, sale da 51 a 113 euro.

2) Dipendente con moglie e 2 figli a carico

Anche in questa tipologia famigliare l’incidenza percentuale dell’aumento dell’Iva è inversamente proporzionale al livello di reddito. Si attesta allo 0,34% su un reddito annuo di 15.000 euro, cala fino a toccare lo 0,31% su un reddito di 55.000 euro. Man mano che cresce il reddito, la maggiore Iva annua passa, in termini assoluti, da 61 a 120 euro.

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