Elkann: "Se serve nuovi soldi in Fiat"

Il numero uno di Exor: "Capitali disponibili per le partecipate". Verso il convertendo per il Lingotto. Le tensioni in Rcs

Elkann: "Se serve nuovi soldi in Fiat"

Per John Elkann, presidente di Exor e Fiat Chrysler Automobiles, si apre un mese importante sul fronte automobilistico (il nuovo piano industriale del gruppo che sarà presentato il 6 maggio a Detroit) e rovente su quello editoriale (le incertezze sul futuro del direttore del Corriere, Ferruccio de Bortoli, e l'assemblea degli azionisti di Rcs dell'8 maggio). Approvati ieri i conti 2013 della holding Exor, con un utile consolidato di 2,084 miliardi, in forte aumento rispetto ai 298,3 milioni dell'esercizio precedente, il cda proporrà all'assemblea del 22 maggio un dividendo di 0,3350 euro per ciascuna azione, per un totale di massimi 74,5 milioni.

Soddisfatto, in proposito, Elkann, visto che la vendita di Sgs (leader mondiale nelle attività di verifica, ispezione, controllo e certificazione) ha prodotto per la holding una plusvalenza di 1,5 miliardi, che sommata ai circa 360 milioni di dividendi incassati nel corso degli anni, «ci ha permesso di ottenere 5 volte l'investimento iniziale effettuato 14 anni fa». E nella sua lettera agli azionisti, il presidente ha sottolineato come «l'evento più significativo del 2013 sia stata proprio la vendita dell'intera quota in Sgs a Groupe Bruxelles Lambert per 2 miliardi».

Nella cassaforte della società degli Agnelli ci sono ora più di 2 miliardi («il nostro più grande “investimento” dopo la partecipazione in Cnh Industrial»), una potenza di fuoco che potrebbe essere anche più pesante in virtù di linee di credito ancora disponibili e della possibilità di cedere alcuni investimenti finanziari. Elkann, in proposito, afferma che Exor sarebbe disponibile a fornire nuovi capitali per le società partecipate (tra queste Fiat) se necessario: «Siamo fiduciosi nelle prospettive dei nostri investimenti - scrive agli azionisti -; se dovessero richiedere nuovi capitali per crescere ancora ed essere redditizi, saremmo più che felici di assicurarglieli». In proposito l'ad di Fiat, Sergio Marchionne, ha smentito a più riprese l'ipotesi di un aumento di capitale che però, a questo punto, potrebbe tornare almeno nella forma di convertendo.

Dal bilancio emerge la crescita dell'immobiliare con C&W (utile operativo a doppia cifra), mentre Almacantar è sempre più vicina a diventare il migliore operatore del mercato della casa londinese di alto livello. Elkann si è congratulato con Mike Hussey e il suo team per aver realizzato importanti operazioni (l'investimento nella torre di Marble Arch è già salito del 50% e quello in Centre Point del 26%). Tutti risultati che potrebbero portare Hussey ad assumere più peso nel management di Exor. L'assemblea degli azionisti, intanto, si terrà nella fabbrica della centenaria Maserati a Grugliasco, un omaggio al marchio che sta vivendo una seconda giovinezza anche in Italia. E in vista del piano industriale del 6 maggio, Elkann ha ribadito che Fiat «è concretamente impegnata a utilizzare la grande esperienza e i più avanzati impianti manifatturieri presenti in Italia; ci sono segnali molto incoraggianti per ciò che era stato accolto da molti con parecchio scetticismo».

Più spinoso per Elkann, invece, è il capitolo Rcs che vede Fiat detenere il 20,55% delle azioni. Nonostante la nota di rassicurazioni dell'azienda, si continua a ritenere imminente l'uscita di De Bortoli dal Corriere. Gli attriti con l'ad Pietro Scott Jovane non si riappianano. Due i periodi che vedono De Bortoli alla guida del quotidiano (1997-2003 e dal 9 marzo 2009 a oggi). La discussione verte sulla buonuscita che, con uno stipendio annuo oltre il milione, può ammontare tra 6 e 8 milioni. Dopo l'indisponibilità di Giulio Anselmi, si continua a parlare del ticket Mario Calabresi-Aldo Cazzullo, mentre Antonio Polito rimarrebbe al Corriere del Mezzogiorno. C'è poi Carlo Rossella a cui guarderebbe con favore il socio Diego Della Valle. Sul tema nessun cda, per ora, è stato convocato.

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